Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo. [III Dom. T.O. (B) Acclamazione al Vangelo ( Mt. 1,15)]

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Inaugurazione " SCUOLA TEOLOGICA DI BASE" Anno Accademico 2017-2018

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Amoris Laetitia



L' esortazione apostolica post sinodale amoris laetitia del santo padre francesco ai vescovi ai presbiteri e ai diaconi alle persone consacrate agli sposi cristiani e a tutti i fedeli laici sull’ amore nella famiglia.

Per l'ufficio diocesano per la pastorale della famiglia Maria e Martin Milone Don Domenico Sausa


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Libri da segnalare


In edicola " la necessità urgente di parlare"
Carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti


Il carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti si snoda per oltre quarant’anni – dai primi anni ’50 a metà degli anni ’90 del Novecento – e testimonia l’evolversi del rapporto tra l’inquieto e profondo sacerdote pisano e uno dei protagonisti più originali della vita politica, istituzionale e religiosa del Novecento italiano. Dalle lettere emergono i problemi che attraversano le loro vite, la storia del paese e le vicende della Chiesa italiana: domande sull’autenticità e sulla fedeltà alle proprie scelte, sulle difficoltà di relazione con la Chiesa degli anni ’50, sui possibili modi di essere cristiani nel tempo e nella storia, sui profondi bisogni di rinnovamento e di riforma ecclesiale. Spesso il discorso si allarga alla ricca trama di contatti e avvenimenti in cui si inserisce il loro rapporto: la vita politica nazionale da cui Dossetti è uscito, lasciando una complessa e discussa eredità; la vivacissima Firenze degli anni ’50 e ’60, con Giorgio La Pira e molti altri; la vita locale, politica ed ecclesiale di Bologna. Anche i grandi fatti della storia internazionale sono presenti: la guerra del Vietnam, la tensione tra i due blocchi, occidentale e sovietico, le questioni mediorientali e il conflitto israelo-palestinese. Le lettere rappresentano così il racconto di due vite, attraverso cui rileggere alcune delle questioni cruciali della fede cristiana e della società italiana del secolo scorso. Questioni che, a ben vedere, giungono fino ai nostri giorni.

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Comunicato Stampa


I comunicati stampa precedenti si possono trovare nel sottomenu " Comunicati Stampa" del Menu "Vescovo"

“Poesie” in evidenza





Non mi vestite di nero: / è triste e funebre. Non mi vestite di bianco: / è superbo e retorico. Vestitemi / a fiori gialli e rossi / e con ali di uccelli. E tu, Signore, guarda le mie mani. Forse c’è una corona. Forse / ci hanno messo una croce. Hanno sbagliato. In mano ho foglie verdi / e sulla croce, / la tua resurrezione. E, sulla tomba, / non mi mettete marmo freddo con sopra le solite bugie / che consolano i vivi. Lasciate solo la terra / che scriva, a primavera, / un’epigrafe d’erba. E dirà / che ho vissuto, / che attendo. E scriverà il mio nome e il tuo, uniti come due bocche di papaveri .

(A. Zarrii)

La chiesa nei primi secoli

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Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, a " Che tempo che fa" - Intervista " particolare" a Mons. Bettazzi sul concilio Vaticano II
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Conclusi i lavori della sessione invernale delle Conferenza Episcopale Siciliana

Si sono conclusi i lavori , presieduti da Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo di Catania, della sessione invernale della Conferenza episcopale siciliana che si è svolta dal 15 al 17 Gennaio 2018 a Palermo .

 Nel documento finale, due pagine ricche di esortazioni.

 Ancora una volta la Chiesa si schiera  con i più deboli, con i più  poveri.

 Solidarietà a  Biagio Conte che con la sua testimonianza – che interpella tutti e non soltanto le istituzioni –  gridata  nel silenzio di una eloquenza estrema sotto i portici delle Poste Centrali di Palermo, continua a schiaffeggiare  l’indifferenza verso chi muore per strada da solo, chi non ha una casa, chi non ha un lavoro

Verso il Sinodo 2018

Carissimi confratelli,

così come da calendario nella nostra agenda pastorale, sabato prossimo nel contesto della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e nel prosieguo degli incontri che ci portano verso il Sinodo 2018, ci ritroveremo nella nostra Basilica Cattedrale alle ore 17.00 per un momento di formazione rivolto a tutti i catechisti della nostra Diocesi, come pure a tutti i referenti parrocchiali per l’ecumenismo e gli animatori parrocchiali per la pastorale dei migranti.

Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani

 Dal 18 al 25 gennaio, la Chiesa celebra la Settimana per l’Unità dei Cristiani, un tempo di riflessione e preghiera in unione con i cristiani di tutte le confessioni.

La data tradizionale per la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, nell’emisfero nord, va dal 18 al 25 gennaio, data proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo; assume quindi un significato simbolico.

Nell’emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre date, per esempio nel tempo di Pentecoste (come suggerito dal movimento Fede e Costituzione nel 1926), periodo altrettanto simbolico per l’unità della Chiesa.

XXVI° Giornata Mondiale del Malato

Giorno 10 Febbraio 2018, alle ore 17,00 nella Chiesa SS. Salvatore alla Torre ( Artigianelli), Via Roma 90,  la  XXVI° Giornata Mondiale del Malato

Di seguito la Lettera Invito del Direttore Pastorale della Salute-Diocesi di Cefalù dr Rita Zafonte

Carissimi, Pace!
Quest’anno il tema della Giornata del Malato ci è dato dalle parole che Gesù, innalzato sulla croce, rivolge a sua madre Maria e a Giovanni: «“Ecco tuo figlio … Ecco tua madre”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé» (Gv 19,26-27).
Il messaggio del Santo Padre Francesco dice “Innanzitutto, le parole di Gesù danno origine alla vocazione materna di Maria nei confronti di tutta l’umanità. Lei sarà in particolare la madre dei discepoli del suo Figlio e si prenderà cura di loro e del loro cammino.

Farsi prossimo

Da Mercoledì notte Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e carità dove accoglie migliaia di senzatetto nelle strutture di via Archirafi e via Decollati , dorme sotto i portici della Posta centrale di via Roma a Palermo

Con una lettera alla città invita a non essere distaccati verso i bisogni degli ultimi perché l’indifferenza può uccidere. “Vivo un profondo disagio: non riesco a essere tranquillo, non dormo e non riesco nemmeno a mangiare, sapendo che ancora ad oggi tante persone vivono per strada. Tante famiglie sono sfrattate e non hanno la casa, tante persone non hanno un lavoro. La forte indifferenza e il profondo egoismo ancora oggi è molto diffuso e mi inducono a rispondere al male con bene”.

Omelia del nostro Vescovo Vincenzo nella Solennità dell’Epifania – Cattedrale 06 Gennaio 2018

La Solennità dell’Epifania è la festa della Luce e della manifestazione del Signore.

Il racconto dei Magi ha sempre dominato l’immaginario collettivo.

   L’evangelista Matteo è molto parco nella descrizione dei Magi, dice molto poco della loro identità, della loro origine, del loro numero.

Vengono da Oriente a Gerusalemme, con uno scopo ben preciso: cercano il Re dei Giudei!

Omelia del nostro Vescovo Vincenzo – Ordinazione Sacerdotale di Paolo Cassaniti e Gioacchino Notaro Cattedrale 30 dicembre 2017

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Non potevamo concludere meglio di così quest’anno 2017; con il dono di due Diaconi che stiamo per ordinare Sacerdoti: Paolo Cassaniti di Petralia Soprana e Gioacchino Notaro di  Montemaggiore Belsito.

Saluto tutti affettuosamente e in particolare le rispettive Comunità di provenienza degli Ordinandi.

Lodando e ringraziando il Signore per i benefici ricevuti in quest’anno che volge al tramonto, Lo ringraziamo in maniera particolare per questo evento di grazia; e ringraziando il Signore sento di dovere ringraziare quanti negli anni hanno collaborato alla formazione di questi nostri due fratelli: ringrazio il Seminario di Cefalù e i suoi educatori, come pure ringrazio il Seminario di Palermo e di Caltanissetta che in maniera particolare ha     curato la formazione di Gioacchino.

Omelia notte di Natale del nostro Vescovo Vincenzo

Nel silenzio della notte, ci giunge una notizia che rivela il progetto di Dio “…taciuto da secoli…”.

         Sentiamo rivolte a noi le parole dell’angelo: “…Non temete, vi annunzio una grande gioia…oggi è nato per voi un Salvatore che è Cristo Signore…” (Lc 2,10-11).

         In queste parole vibra un profumo di gioia e di speranza, di coraggio e di salvezza. Dio entra nel mondo dal basso, viene da un’umile famiglia e sceglie la via della periferia.

         Viene in un giorno qualunque, in un luogo qualunque, da una giovane donna qualunque.

30 Dicembre 2017 – Ordinazione Presbiterale Don Paolo Cassaniti e Don Gioacchino Notaro

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Ogni Diocesi ha le sue date storiche. La nostra Chiesa di Cefalù si accinge ad averne un’altra: il 30 dicembre del 2017. Quel giorno alle ore 16.30 nella Cattedrale della cittadina normanna don Paolo Cassaniti e don Gioiacchino Notaro diventeranno presbiteri per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione del nostro Vescovo, Mons. Vincenzo Manzella.

Esultano di gioia la Comunità del Seminario che ne ha dato l’annuncio gioioso alcune settimane fa e tutta la Chiesa Cefaludense.

Don Gioacchino arriva dalla Parrocchia Sant’ Agata di Montemaggiore Belsito dove è nato nel 1964. Ha frequentato a Cefalù il liceo linguistico.E’ stato operatore giudiziario fino a quando nel 2010 è stato accolto per la sua formazione presso il Seminario di Caltanisetta dove ha conseguito il Bacciellerato in teologia. Come diacono ha prestato servizio a Cefalù nella Parrocchia Spirito Santo.

Nuovo Portale Web della Caritas della nostra Diocesi

Da qualche giorno la Caritas della Chiesa di Cefalù ha un suo sito web. Come ha affermato il nostro vescovo,Mons. Vincenzo Manzella, nel messaggio di presentazione del sito:” contribuirà a far crescere l attenzione verso quanti vivono nella necessità “.

La nostra gratitudine al direttore della Caritas di Cefalù don Calogero Falcone, ai suoi collaboratori e al dott Giampiero Guzzio che ne ha curato la grafica.

Articoli in evidenza

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Indicazioni pastorali 2017-18

In questo box l’Agenda delle Indicazioni Pastorali del nostro Vescovo Vincenzo per il 2017-2018

( Cliccando sulla locandina in scorrimento è possibile aprire o scaricare il file in formato PDF)



Salmodie

 

Click sull’icona per aprire o scaricare la musica della salmodia della S. Messa delle domeniche e festività


Encliclica “Laudato sì”

Eventi

Prima giornata diocesana per l'identità dei beni culturali ecclesiali

( Click sulla locandina in scorrimento per ingrandire)



Programmazione pastorale

PROGRAMMAZIONE PER L’ANNO PASTORALE 2014-2015



( Cliccando sulle locandina è possibile aprire il calendario con i temi dei vari appuntamenti)



Concerti nelle chiese

Reverendissimi Confratelli, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, come e noto, in data 5 novembre 1987 ha emanato un documento, "Concerti nelle Chiese", attraverso cui offriva a tutta la Chiesa alcune riflessioni circa la musica sacra, la musica religiosa, la consuetudine di ospitare concerti nei luoghi di culto, gli strumenti musicali... riflessioni corredate da una serie di disposizioni pratiche generali con l'invito alle singole Diocesi o Regioni Ecclesiastiche a calarle nel loro contesto con la redazione di un regolamento ad hoc.

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In evidenza dai quotidiani




Aiutiamoli con una casa per loro

“Sarebbe bello che in ogni diocesi restasse un’opera strutturale di misericordia come ricordo di questo Anno Santo”. L’augurio di papa Francesco all’apertura del Giubileo della misericordia ha trovato terreno fertile in molte diocesi italiane. Del resto la prossimità quotidiana agli uomini e alle donne del loro tempo da sempre consente a diocesi, parrocchie, associazioni e organismi come la Caritas, a presbiteri e laici di cogliere sul nascere i disagi e le difficoltà in cui si trovano o cadono repentinamente molte persone, guardando anche al di là e più in profondità della varie “emergenze” evidenziate dai mass media. La chiesa italiana può essere una chiesa che fa ancora fatica a sintonizzarsi sulla “conversione pastorale” chiesta da papa Francesco, ma va riconosciuto che nell’impegno verso i bisognosi mostra una rara capacità di ascolto. Basterebbe pensare a quanti, anche poco noti, fanno la vita di “preti di strada”, capaci di prestare ascolto e dare voce ai sofferenti, ai poveri, agli scarti della società, a quante iniziative vengono prese e rinnovate con intelligenza e compassionevole carità. Come dimenticare, agli albori della crisi del 2008, la tempestiva creazione da parte del cardinale Tettamanzi a Milano di un fondo diocesano di solidarietà per le famiglie di lavoratori disoccupati? E se oggi la chiesa è accusata di “buonismo unidirezionale” nei confronti dei migranti è anche perché ha saputo cogliere, prima e meglio di altre istituzioni, l’impatto devastante che una gestione irrazionale del fenomeno migratorio avrebbe avuto sul tessuto sociale.

Così domani apre ad Albano una “opera strutturale di misericordia” che risponde efficacemente a una povertà nascosta: quella degli uomini separati che, pur avendo magari conservato un lavoro e il necessario alla semplice sussistenza, hanno perso una casa in cui vivere. Il progetto “Per essere ancora papà” offrirà un tetto e un focolare ad alcuni uomini – a scanso di obiezioni xenofobe, va sottolineato che sei su sette sono italiani – ritrovatisi soli, così da metterli in condizione di condurre un’esistenza dignitosa e poter, per esempio, accogliere con calore i figli affidati all’altro coniuge nei giorni in cui questo è loro consentito. È un gesto semplice che ha richiesto un’elaborazione complessa e che testimonia come la chiesa si sforzi sempre di vedere l’essere umano in difficoltà, senza giudicarlo, senza discriminare su eventuali “colpe” che lo hanno condotto in una determinata situazione. È il vangelo che riprende il suo primato sulla legge, sulla dottrina e sulla disciplina, necessarie sì, ma non sufficienti ad aprire cammini di speranza e di comunione per quelli che si sentono ai margini o addirittura condannati ed esclusi. Un vangelo che non piace ai rigoristi né a chi ama esercitare un ministero di condanna, ma che è il vangelo di Gesù Cristo. La cura per le persone e la ricerca di alleviare la sofferenza ha il primato su ogni teoria o considerazione: così, di fronte a una famiglia andata in frantumi, non ci si interroga solo su un eventuale precetto violato né si soppesano le percentuali di colpevolezza, ma ci si fa carico anzitutto del peso che grava sul cuore delle persone, a cominciare dai più deboli.

E questo, per essere fatto con intelligenza, necessita anche di strutture, di programmazione, di attenzione agli aspetti più concreti e quotidiani, come l’iniziativa assunta da mons. Semeraro nella diocesi di Albano. È un segno tangibile di quella “pastorale” che, lungi dall’ignorare la dottrina, si fa carico di calare nella carne viva delle persone i principi e i valori che nascono dal vangelo. Per fare questo è indispensabile una prossimità quotidiana, un discernimento delle necessità anche nascoste, un ascolto del grido di dolore anche quando è sommesso e soffocato, una vigilanza sul tessuto sociale che si deteriora a poco a poco. Così il segno posto si rivela capace di andare al di là di ogni appartenenza confessionale: i cristiani nella società sono chiamati a restare vicini ai più deboli, a venire incontro ai bisogni dei più poveri, per quanto non appariscente e silenziosa possa essere la loro povertà e la loro sofferenza.

(Enzo Bianchi - La Repubblica - 12 Gennaio 2018)

New dalla stampa

Recensione Film

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«Il Piccolo Principe» è il capolavoro dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry pubblicato 70 anni fa ed è uno dei libri più letti nel mondo.

Dopo la Bibbia, ha il secondo posto in classifica insieme a Pinocchio di Collodi.

È stato tradotto in 220 lingue e perfino in alcuni dialetti. In Italia è costantemente presente nelle classifiche dei libri più venduti.

Narra, in prima persona, “l’ incontro tra l’ autore ed il Piccolo Principe”.

Sei anni prima il pilota- geografo Antoine ebbe un incidente col suo aereo mentre sorvolava il Sahara. Al risveglio della prima nottata nel deserto, una vocina incominciò ad infastidirlo, subito si alzò di scatto per vedere chi fosse e vide un bambino. In alcuni giorni riuscì a capire che lui si faceva chiamare il Piccolo Principe e che veniva da un piccolo pianeta chiamato : Asteroide B 612.

Ben presto, quando i due presero più confidenza, il Piccolo Principe iniziò, anche, a raccontare ad Antoine il suo viaggio sino alla terra.

Lui non aveva una meta precisa, e voleva viaggiare. Per iniziare il suo viaggio, approdò su un altro piccolo pianeta dove stava un re, un re che diceva di comandare su tutto e su tutti, ma era tanto triste e solo;

sul secondo pianeta incontrò un vanitoso che cominciò a domandargli quanto per lui fosse bello quell’ uomo, ma il piccolo principe non capendo cosa se ne sarebbe fatto quell’ uomo delle sue lusinghe , se ne andò altrove;

nel terzo pianeta trovò un ubriaco a cui chiese cosa stesse facendo, e lui quindi rispose che stava bevendo alcolici per dimenticare la sua vergogna, così se ne andò via subito;

il quarto pianeta era abitato da un uomo d’ affari che contava le stelle per diventare ricco e comprare altre stelle;

sul quinto pianeta v’ era spazio solo per un lampione e l’ uomo che lo accendeva e lo spegneva ogni minuto; Sull’ ultimo pianeta visitato dal Piccolo Principe prima di arrivare sulla terra, trovò un geografo che aspettava gli avventurieri per disegnare sempre nuove carte geografiche.

Nei giorni seguenti il Piccolo Principe cominciò ad essere molto triste e un giorno…l’incontro con la volpe …

Dietro le storie di queste persone si nascondono i vizi e le virtù di ogni uomo e il passo successivo che si deve compiere per migliorarsi e stare in armonia con gli altri e con se stessi.

Quello che traspare dal libro “Il piccolo principe”, che ha segnato generazioni con il suo significato tangibile, è come gli uomini crescendo riescano a perdere il candore e il contatto con le cose importanti, non cogliendo più il senso di ciò che possiedono, che vivono e provano.

Tanti i tentivi di nettere in scena il libro ma quello di Mark Osborne è un grande sforzo di incredibile ardire poetico.

Nel film molte le libertà ma con l’obiettivo di “salvaguardare la storia originale, sia per quelli che l’avevano amato che per quelli che ancora non la conoscevano, costruendo intorno una storia più grande …”.

La storia più grande è quella di una bambina senza nome (se lui è The little Prince, lei è The little girl) nella difficile fase di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza, sta per compiere nove anni e ha già pronto il suo regalo, un microscopio per migliorare in biologia come le annuncia la mamma settimane prima del compleanno. E’ questa mamma single ad aver pianificato tutta la sua esistenza: la sta preparando ad una vita di impegno e sacrificio per entrare nel mondo degli adulti.

L’incontro tra la ragazzina e l’aviatore, un ipotetico Saint-Exupery ormai invecchiato, ispirato allo scrittore che nella realtà è scomparso a 44 anni scompaginerà i suoi piani. E quell’aeroplanino fatto con un foglio strappato su cui è tratteggiata l’iconica immagine del Piccolo Principe, quella creata dallo stesso autore, e che dalla prima edizione del ’43 ha sempre accompagnato la pubblicazione del romanzo, permetterà alla piccola protagonista di partire per un viaggio straordinario.

Il Film , presentato a Cannes fuori concorso, arriverà in sala il prossimo Natale.

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Di seguito una delle clip di un esperimento di Teatro-musica realizzato oltre 10 anni nel tentativo di mettere in scena il libro più bello e più letto dopo la Bibbia. www.chiesadicefalu.it

Des Hommes et des Dieux ,
premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria,è un film dove emerge la pluralità, non si fa leva su un unico credo. Lo spettatore viene portato dentro gli animi di chi vive la propria religiosità senza confini, accogliendo e amando il prossimo, senza differenze.

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Xavier Beauvois porta sul grande schermo la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996; ancora oggi non è stata fatta completa luce sulla vicenda: all’inizio l’eccidio fu rivendicato dalla Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mirava a rovesciare il governo, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino, nel quadro di una strategia della tensione o di un “errore”.
Di fronte allo scorrere delle immagini, e della vicenda, ragioniamo su cosa significa credere in un Dio, su cosa significa essere religiosi, su cosa vuol dire mettere la propria vita al servizio del prossimo, mossi da una vocazione; vocazione che sembra vacillare di fronte alle crudeltà della vita, ma che allo stesso tempo riporta sui giusti binari, spinge al pensiero; è solo dopo matura riflessione che si decide di continuare a camminare verso un’unica direzione. Si decide di andare avanti, di incontrare l’altro, l’apparentemente diverso, e di morire. Ci troviamo di fronte a una visione critica della spiritualità. Perché si tratta più di spiritualità che di Dio nel nel film di Beauvois; spiritualità che porta a fare delle scelte solo apparentemente incoscienti, spiritualità che porta ad essere pluralisti. Spiritualità che porta anche a morire, a morire per incontrare l’altro, in un paradosso etico. Immensamente morale. Ma qui si parla non di finta moralità, bensì di qualcosa di ben più elevato: si parla di connubio, di unione, di andare con l’altro, anche se diverso, uguale e fratello, anche nella morte, anche se ci porta al martirio. A morire è l’umanità, e allora la morte assume un carattere sacro. Torna l’ultima cena (la scena dei monaci riuniti attorno al tavolo con la colonna sonora della Morte del Cigno, tratta da Il lago dei Cigni di Cajkovskij, è davvero toccante) e tutto si fa unico: i monaci, il monastero, il villaggio, i soldati. Tutto si unisce, in un finale tragico quanto straordinario.
( di seguito il PPT con le foto originale dei martiri )
Nelle diapositive Sono stati associati, ai “sette dormienti di Efeso”, martiri cristiani murati in una grotta e che sarebbero risuscitati circa due secoli dopo. Quello che è interessante è che sono venerati sia dai cristiani che dai musulmani (ne parla il Corano).

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Il rosso e il Blu
Il tirante che trascina il film nella sua (solo apparente) esilità, è la volontà di incontrarsi che a volte salva gli esseri umani dall’apatia. In questa lotta per la sopravvivenza (mentale, ma non solo) a volte si è nobili, a volte patetici, a vote ridicoli. E il film, questi registri, li padroneggia tutti

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