Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. [Liturgia Domenica delle Palme( B) (Fil. 2,6+)]

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50 anni fa, il 7 marzo 1965, Paolo VI si recava nella parrocchia romana di Ognissanti per celebrare per la prima volta la Messa in italiano e con l’altare rivolto verso i fedeli, secondo le norme liturgiche stabilite dal Concilio Vaticano II.
Per commemorare l’anniversario, il Papa presiede alle 18.00 una celebrazione eucaristica nella stessa chiesa


Libri da segnalare


In edicola " la necessità urgente di parlare"
Carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti


Il carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti si snoda per oltre quarant’anni – dai primi anni ’50 a metà degli anni ’90 del Novecento – e testimonia l’evolversi del rapporto tra l’inquieto e profondo sacerdote pisano e uno dei protagonisti più originali della vita politica, istituzionale e religiosa del Novecento italiano. Dalle lettere emergono i problemi che attraversano le loro vite, la storia del paese e le vicende della Chiesa italiana: domande sull’autenticità e sulla fedeltà alle proprie scelte, sulle difficoltà di relazione con la Chiesa degli anni ’50, sui possibili modi di essere cristiani nel tempo e nella storia, sui profondi bisogni di rinnovamento e di riforma ecclesiale. Spesso il discorso si allarga alla ricca trama di contatti e avvenimenti in cui si inserisce il loro rapporto: la vita politica nazionale da cui Dossetti è uscito, lasciando una complessa e discussa eredità; la vivacissima Firenze degli anni ’50 e ’60, con Giorgio La Pira e molti altri; la vita locale, politica ed ecclesiale di Bologna. Anche i grandi fatti della storia internazionale sono presenti: la guerra del Vietnam, la tensione tra i due blocchi, occidentale e sovietico, le questioni mediorientali e il conflitto israelo-palestinese. Le lettere rappresentano così il racconto di due vite, attraverso cui rileggere alcune delle questioni cruciali della fede cristiana e della società italiana del secolo scorso. Questioni che, a ben vedere, giungono fino ai nostri giorni.

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Comunicato Stampa


I comunicati stampa precedenti si possono trovare nel sottomenu " Comunicati Stampa" del Menu "Vescovo"

Ritiri Mensili del Clero

16 Ottobre 2014
S. Guglielmo


Icone biblica delle Indicazioni pastorali 2014-20155 a cura di mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani.

Nel pomeriggio: Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis La fraternità presbiterale (Scheda 1).
Modera: Mons. Domenico Sideli


Chiamati: Mc 1,14-20; Evangelii gaudium 264-265


20 Novembre 2014
S. Guglielmo

Andando un poco oltre, li vide e li chiamò (Cfr. Mc 1,19-20)
a cura di don Salvatore Panzarella

Nel pomeriggio
Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Rapporto Vescovo -Presbiteri (Scheda 2).
Modera: Mons. Sebastiano Scelsi



11 Dicembre 2014
Seminario vescovile

Seguitemi (Mc 1,17)
"La testimonianza di mons. Damiano Barcellona, maestro perché discepolo."
a cura di mons. Paolo Iovino



Dicembre 2014
Seminario vescovile

Assemblea di clero
Consacrati: Mc l , 35-39; Evangelii gaudium 266


8 Gennaio 2015
S. Guglielmo

Tutti ti cercano (Mc 1,37)
L'esperienza di padre Placido Rivilli, OFM Fondatore del Movimento Presenza del Vangelo.
a cura di padre Salvatore Vacca, OFCapp

Nel pomeriggio Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Presbiteri e laici (Scheda 4).
Modera: Dott.ssa Paola Geraci



12 Febbraio 2015
S. Guglielmo

Andiamocene altrove per predicare anche là (Mc 1,38).
a cura di Mons. Salvatore Genchi, Vicario Generale della Diocesi di Catania

Nel pomeriggio Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Presbitero e Presbiterio (Scheda 3).
A cura dei giovani preti Inviati: Mc 6, 6b-13; Evangelii gaudium 267



12 Marzo 2015
S. Guglielmo

Incominciò a inviarli (Mc 6,7)
a cura di don Nello Dell'Agli, presbitero della "Fraternità di Nazareth"



Marzo 2015 -
Seminario Vescovile

Assemblea di clero:
Il diaconato nella nostra Chiesa a 1O anni dalla ordinazione dei primi diaconi



9 Aprile 2015
S. Guglielmo

Essi partirono predicando che si convertissero (Mc 6,12).

Il ministero missionario del beato Pino Puglisi, presbitero e martire.
A cura di don Massimo Naro, presbitero della Diocesi di Caltanissetta

Nel pomeriggio
Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis I munera presbiterali (Scheda 5).
Modera: Mons. Giuseppe Vacca



26 maggio 2015 -
Giornata mariana sacerdotale regionale

“Poesie” in evidenza



Se tu volessi, Signore..

Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall' abisso.
Ma tu resti, invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena (e troppo) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.

(Renzo Barsacchi)
Marinaio di Dio cit., p. 32)

La chiesa nei primi secoli

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Video Diocesani

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Video inediti Frère Roger
Tutti siamo alla ricerca Titolo video
Quando un essere umano viene compreso La benevolenza costruisce in voi
Nato da una donna La bellezza di una chiamata
Quando un essere umano viene compreso Laviolenza che è in ognuno
La bellezza d’ascoltare Liberi all’immagine di Dio
Tutti siamo alla ricerca Non Temere

Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, a " Che tempo che fa" - Intervista " particolare" a Mons. Bettazzi sul concilio Vaticano II
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Hans Küng a " Che tempo che fa" YouTube YouTube

Recensione Film

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La donna che canta,
titolo originale Incendies (Fuochi), utilizza uno dei conflitti più longevi e drammatici della storia mondiale per raccontare una storia di amore e coraggio tutta al femminile. Nawal Marwal è una donna libica che non ha conosciuto la felicità, ma ha vissuto nella sofferenza ogni attimo di vita. L'amore, la maternità e l'affetto familiare sono stati per lei fonte di immenso dolore e le sono stati strappati con violenza dalle braccia, distruggendo ogni spiraglio di felicità. I suoi grandi occhi densi di rabbia e il suo sguardo inflessibile sono i veri narratori della storia, perché capaci di descrivere il vissuto di una donna tanto satura di emozioni da non riuscire più a provarne. Nawal non ha più nulla da perdere e il suo spirito trabocca vendetta. Il suo coraggio la spinge a compiere un gesto forte che la porterà a vivere in simultanea l'antitetico ruolo di eroina e di traditrice. La sua forza d'animo la esorta a non piegarsi davanti alla brutalità militare dei suoi custodi. La sua sofferenza si erge come una bandiera a rappresentare un popolo vittima della paura, incapace di reagire perché troppo legato alla tradizione. Il suo canto è un inno al coraggio

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Des Hommes et des Dieux ,
premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria,è un film dove emerge la pluralità, non si fa leva su un unico credo. Lo spettatore viene portato dentro gli animi di chi vive la propria religiosità senza confini, accogliendo e amando il prossimo, senza differenze. Xavier Beauvois porta sul grande schermo la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996; ancora oggi non è stata fatta completa luce sulla vicenda: all’inizio l’eccidio fu rivendicato dalla Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mirava a rovesciare il governo, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino, nel quadro di una strategia della tensione o di un “errore”.
Di fronte allo scorrere delle immagini, e della vicenda, ragioniamo su cosa significa credere in un Dio, su cosa significa essere religiosi, su cosa vuol dire mettere la propria vita al servizio del prossimo, mossi da una vocazione; vocazione che sembra vacillare di fronte alle crudeltà della vita, ma che allo stesso tempo riporta sui giusti binari, spinge al pensiero; è solo dopo matura riflessione che si decide di continuare a camminare verso un’unica direzione. Si decide di andare avanti, di incontrare l’altro, l’apparentemente diverso, e di morire. Ci troviamo di fronte a una visione critica della spiritualità. Perché si tratta più di spiritualità che di Dio nel nel film di Beauvois; spiritualità che porta a fare delle scelte solo apparentemente incoscienti, spiritualità che porta ad essere pluralisti. Spiritualità che porta anche a morire, a morire per incontrare l’altro, in un paradosso etico. Immensamente morale. Ma qui si parla non di finta moralità, bensì di qualcosa di ben più elevato: si parla di connubio, di unione, di andare con l’altro, anche se diverso, uguale e fratello, anche nella morte, anche se ci porta al martirio. A morire è l’umanità, e allora la morte assume un carattere sacro. Torna l’ultima cena (la scena dei monaci riuniti attorno al tavolo con la colonna sonora della Morte del Cigno, tratta da Il lago dei Cigni di Cajkovskij, è davvero toccante) e tutto si fa unico: i monaci, il monastero, il villaggio, i soldati. Tutto si unisce, in un finale tragico quanto straordinario.
( di seguito il PPT con le foto originale dei martiri )
Nelle diapositive Sono stati associati, ai “sette dormienti di Efeso”, martiri cristiani murati in una grotta e che sarebbero risuscitati circa due secoli dopo. Quello che è interessante è che sono venerati sia dai cristiani che dai musulmani (ne parla il Corano).

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Il rosso e il Blu
Il tirante che trascina il film nella sua (solo apparente) esilità, è la volontà di incontrarsi che a volte salva gli esseri umani dall’apatia. In questa lotta per la sopravvivenza (mentale, ma non solo) a volte si è nobili, a volte patetici, a vote ridicoli. E il film, questi registri, li padroneggia tutti

AVVISI

Pellegrinaggio a Fatima e Santiago de Campostela

pro fatCarissimi,

è una gioia potervi rivolgere l’ invito al prossimo pellegrinaggio Fatima e Santiago de Campostela che si svolgerà dal 01 al 08 agosto 2015.

Il pellegrinaggio, nella sua essenza più profonda, è la metafora della nostra vita condensata in pochi giorni, un’esperienza di ricerca, un viaggio nel cuore dell’uomo alla ricerca del volto di Dio.Spesso nel pellegrinaggio accade che chi parte alla ricerca di se stesso finisce per incontrare Dio e chi parte per cercare Dio trova anche se stesso.

Il pellegrinaggio è un’esperienza di testa e cuore: è un’occasione per riscoprire i valori essenziali della vita, ci rieduca all’ ascolto, al dialogo, al rispetto del diverso, alla condivisione, all’ amore e alla pace.

Papa Francesco annuncia l’Anno Santo della Misericordia

Papa Francesco Anno misericordiaNel pomeriggio di oggi, durante l’omelia della celebrazione penitenziale, in occasione dell’apertura dell’iniziativa ” 24 ore per il Signore, Papa Francesco ha annunciato un Giubileo straordinario: l’Anno Santo della Misericordia 

Di seguito  il testo dell’omelia.

Anche quest’anno, alla vigilia della Quarta Domenica di Quaresima, ci siamo radunati per celebrare la liturgia penitenziale. Siamo uniti a tanti cristiani che, oggi, in ogni parte del mondo, hanno accolto l’invito a vivere questo momento come segno della bontà del Signore. Il Sacramento della Riconciliazione, infatti, permette di accostarci con fiducia al Padre per avere la certezza del suo perdono.

Il nostro Vescovo sulla chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale ” G. Giglio” di Cefalù

Pro HIl nostro Vescovo, Mons. Vincenzo Manzella ha ricevuto mercoledi mattina una delegazione del movimento civico promotore di una manifestazione di protesta a seguito della annunciata chiusura del Reparto Centro Nascite dell’ospedale “G. Giglio” di Cefalù.

Mons. Manzella ha condiviso ansie, preoccupazioni e disagi legate a questo ulteriore “taglio” sanitario che penalizza tutto il territorio madonita.

Determinazione nuove graduatorie per l’insegnamento della Religione Cattolica

Religiona graduatorie mComunicazione del Direttore dell’Ufficio  per l’insegnamento della Religione Cattolica.

Considerato che  con l’a.s. 2014-15  ha termine la validità triennale delle graduatorie  per l’IRC nelle Scuole pubbliche statali e paritarie del territorio diocesano di Cefalù;

Ritenuto necessario compilare nuove graduatorie per il triennio 2015-18 aggiornando il punteggio in quelle esistenti sulla base dei  titoli di servizio e di formazione conseguiti nell’ultimo triennio, nonché dare possibilità ai nuovi aspiranti supplenti di entrare nella graduatoria a loro riservata;

Ritiro di Quaresima – Finale di Pollina 22 Marzo 2015

quaresima ritiro la Quaresima è tempo di rinnovamento e di grazia, tempo favorevole per la conversione.

Papa Francesco nel messaggio inviato alla Chiesa intera esorta a “superare l’indifferenza e le pretese di onnipotenza”, per “avere un cuore misericordioso” ossiaun cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio.

Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli e alle sorelle. In fondo, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro”.

Per prepararci a vivere la Pasqua in novità di vita, invitiamo i giovanissimi, i giovani e le famiglie a partecipare numerosi al ritiro di Quaresima che terremo a Finale (Pollina) domenica 22 Marzo 2015.

Conclusi i lavori della sessione invernale della Conferenza Episcopale Siciliana.

Cesi mSi sono conclusi i lavori della Conferenza Episcopale Siciliana in cammino verso il Sinodo di Ottobre 2015. Il cuore di questa sessione invernale è ruotato attorno alla famiglia.

Di seguito il comunicato finale a termine dei lavori della sessione.

1. In apertura dei lavori, presieduti dal Card. Paolo Romeo, i Vescovi hanno espresso il loro compiacimento a Mons. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, che nel prossimo Concistoro del 13-14 febbraio sarà creato Cardinale, quale riconoscimento anche dell’impegno della Chiesa siciliana sul fronte dell’accoglienza dei migranti.

A Cefalù la sessione invernale della Conferenza Episcopale Siciliana

CESIIniziata oggi la  sessione invernale dei lavori della Conferenza Episcopale Siciliana riunita a Cefalù

All’ordine del giorno la presentazione dei Lineamenta del Sinodo dei Vescovi, XIV Assemblea Generale Ordinaria, che si svolgerà in Vaticano dal 4 al 25 ottobre di quest’anno e che sarà dedicata al tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.

Gangi 24 Gennaio 2015: incontro con quanti si trovano in situazioni particolari di vita familiare.

sposi mCarissimi,

Il recente Sinodo straordinario sulla famiglia ha evidenziato la necessità di promuovere gruppi d’ascolto per chi ha sperimentato la fragilità e il fallimento del proprio matrimonio e si trova a vivere una nuova esperienza di vita di coppia e di famiglia al di fuori del sacramento, al fine di far sentire questi nostri fratellie queste nostre sorelle parte viva della Chiesa di Cristo.

“I Padri sinodali hanno avvertito l’urgenza di cammini pastorali nuovi, che partano dall’effettiva realtà delle fragilità familiari, sapendo che esse, spesso, sono più “subite” con sofferenza che scelte in piena libertà. Si tratta di situazioni diverse per fattori sia personali che culturali e socio-economici”. (RelatioSynodi,45)

Festa della Pace diocesana.

Festa Pace mCarissimi,  quasi a conclusione del tempo di Natale e rinvigoriti dall’incontro con il Signore Bambino che è venuto per salvarci, ci prepariamo a vivere in associazione il Mese della Pace.

In questo tempo i nostri ragazzi si impegnano “a seguire le indicazioni che il Maestro ci dona nella Parola, restituendo all’uomo l’armonia necessaria a rendere il mondo un’invenzione di pace“.

A culmine di questo percorso vissuto nei gruppi parrocchiali ci incontreremo il 25 Gennaio 2015 a Valledolmo per vivere insieme la Festa della Pace diocesana.

Articoli in evidenza

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Salmodie

Click sull’icona per aprire o scaricare la musica della salmodia della S. Messa delle domeniche e festività

Programmazione pastorale

PROGRAMMAZIONE PER L’ANNO PASTORALE 2014-2015



( Cliccando sulle locandina è possibile aprire il calendario con i temi dei vari appuntamenti)



24 ore per il Signore

Catechesi e celebrazione del sacramento della penitenza

( click per aprire il programma)

Indicazioni pastorali 2014-15

In questo box l’Agenda Pastorale 2014-2015 della Diocesi di Cefalù e le Indicazioni Pastorali del nostro Vescovo Vincenzo

( Cliccando sulle locandine in scorrimento è possibile aprire o scaricare i relativi files)





Concerti nelle chiese

Reverendissimi Confratelli, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, come e noto, in data 5 novembre 1987 ha emanato un documento, "Concerti nelle Chiese", attraverso cui offriva a tutta la Chiesa alcune riflessioni circa la musica sacra, la musica religiosa, la consuetudine di ospitare concerti nei luoghi di culto, gli strumenti musicali... riflessioni corredate da una serie di disposizioni pratiche generali con l'invito alle singole Diocesi o Regioni Ecclesiastiche a calarle nel loro contesto con la redazione di un regolamento ad hoc.

Click sull'icona che segue per aprire o scaricare il regolamento in formato PDF

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Un Abbraccio come quello tra Pietro e Andrea



Pietro, la Roccia, va da suo fratello Andrea, il “primo chiamato”. Così, usando le espressioni dei vangeli e della liturgia, potremmo descrivere l’incontro a Istanbul tra papa Francesco, successore di Pietro, e il patriarca Bartholomeos, successore di Andrea.

Si sono già incontrati tre volte a Roma e una a Gerusalemme, i due pastori, e da ogni incontro esce rafforzato il loro anelito all’unità, evidenziata la loro sintonia evangelica, rinnovato il loro slancio nell’affrontare le difficoltà.

A ogni incontro la memoria dei martiri di ieri e di oggi evoca quell’ecumenismo del sangue che già Giovanni Paolo II aveva saputo leggere come appello ineludibile. Dopo ogni incontro, il loro abbraccio fraterno suscita l’interrogativo: “quale sarà il prossimo passo?” e dischiude il cammino alla questione ancor più cogente: “Fino a quando le chiese saranno divise?”. Sì, fino a quando lo scandalo della divisione deturperà la testimonianza dei cristiani in mezzo ai loro fratelli e alle loro sorelle in umanità?

A una platea sempre più vasta, dentro e fuori la chiesa, è dato di cogliere che commissioni teologiche e dichiarazioni comuni sono sì importanti per rivisitare il passato e forgiare il futuro del cammino del vangelo nella storia, ma che decisivo diviene il pensare, il parlare e l’operare con amicizia e carità assoluta di chi nella chiesa ha responsabilità ultime di guida e di indirizzo.

Fare cammino insieme, vivere la dimensione della “sinodalità” è fatica quotidiana che ciascuno deve affrontare a partire dal ministero che gli è stato affidato.

Leggendo l’intervista che il patriarca Bartholomeos ha concesso ad Avvenire, si coglie una profonda sintonia tra il patriarca Bartholomeos e papa Francesco su tante tematiche: il rifiuto a considerare chi colpisce i cristiani come nemico contro cui coalizzarsi – “il nemico per eccellenza è colui che astutamente ha diviso le chiese e cerca di ritardare la loro unità” – il concetto che “la sofferenza non chiede a quale confessione appartiene il martire” e che “i martiri non chiedono vendetta”, la consapevolezza che “l’ecumenismo del sangue rende oggi le chiese più sensibili al cammino comune”, la lotta contro “lo spirito mondano” che è penetrato anche nella societas christiana e che “allontana dal Cristo morto e risorto”...

Il patriarca Bartholomeos ha colto da subito quello che molti osservatori anche cattolici faticano a percepire o non vogliono riconoscere: “la nuova prospettiva che papa Francesco sta dando al ruolo di vescovo di Roma” appare “purificata alla luce del vangelo e della tradizione della chiesa”.

Quanti ritengono che cercare con pazienza e in obbedienza alla parola di Dio forme diverse di esercizio del ministero papale significhi attentare al primato petrino e prepararne la fine non sentono l’urgenza di un’unità visibile tra chiesa cattolica e altre chiese cristiane e non vogliono riconoscere che, come scriveva il cardinal Ratzinger, “Roma non deve pretendere dall’Oriente più di quello che è stato vissuto e formulato nel primo millennio”.

Per me, come per ogni cattolico, il papa è vescovo di Roma, la “chiesa che presiede nella carità”, e come tale esercita un primato ineludibile che Gesù Cristo ha affidato a Pietro e ai suoi successori. Quale “servo dei servi di Dio” – secondo la felice espressione di papa Gregorio, a giusto titolo definito “Magno” – egli deve riconfermare i fratelli nella fede quando il divisore li passa al vaglio (cf. Luca 22,31-32), presiedere il collegio dei vescovi, guidare con cuore saldo e misericordioso il cammino comune dell’intera comunità cristiana. Ma questo indispensabile ministero ha assunto nella storia le forme più diverse, e non sempre coerenti con il vangelo, dal povero pescatore di Galilea morto martire sotto Nerone al papa re dello stato pontificio, senza tuttavia che venisse meno la promessa fatta da Gesù di edificare su quella “roccia” la sua chiesa.

Per l’unità visibile con le chiese ortodosse non si tratta dunque di tornare archeologicamente al primo millennio, bensì di trovare lì ispirazione per il riconoscimento di un “primo”, un protos nella sinodalità a livello universale. Non c’è sinodalità senza protos e non c’è protos senza sinodalità: questa convinzione fa parte dell’accordo raggiunto tra chiesa cattolica e chiese ortodosse a Ravenna nel 2007, durante il pontificato di Benedetto XVI.

Né si dimentichi che era stato Giovanni Paolo II nell’enciclica Ut unum sint del 1994 a chiedere alle chiese non cattoliche di contribuire alla ricerca da lui auspicata di nuove forme dell’esercizio del primato petrino accettate da tutti, in vista dell’unità.

Certo, per ragioni diplomatiche, il viaggio del papa in Turchia ha anche avuto dei risvolti maggiormente legati alla politica in senso forte, alla difesa dei diritti e della libertà religiosa per tutti, alla ricerca della pace e e della cessazione di ogni violenza, soprattutto di quella esercitata nei confronti dei più deboli e indifesi, le vittime della storia, in un prolungamento ideale fino ai confini dell’Asia e alle soglie del Medioriente martoriato di quella missione di giustizia e civiltà espletata nei giorni scorsi a Strasburgo, al cuore dell’Europa.

Ma non possiamo dimenticare che la motivazione primaria che ha determinato questo viaggio e ne ha fissato la sua data era ed è la volontà del papa di accogliere l’invito del patriarca Bartholomeos a celebrare insieme la festa di Sant’Andrea a Istanbul e di scrivere così un altro capitolo di quel “tomos agapis”, di quel libro dell’amore avviato cinquant’anni or sono.

Così due cristiani, due vescovi, due patriarchi nel senso forte del termine proseguono il loro cammino di fraternità, di amicizia, di sintonia e di reciproco riconoscimento che lo Spirito è all’opera. Il futuro ci dirà non quale “destino” attende il cristianesimo, ma quale ritorno al Signore e al suo vangelo le chiese d’oriente e d’occidente saranno capaci di compiere sotto la guida dei loro pastori. Il 2016 vedrà la celebrazione del tanto atteso e invocato sinodo panortodosso ma pochi mesi prima, nel dicembre del prossimo anno, ricorrerà il cinquantesimo anniversario della conclusione del concilio Vaticano II e della reciproca levata delle scomuniche comminate nel 1054.

È troppo audace sognare che in quella circostanza i protagonisti del gesto epocale di riconciliazione e di pace – papa Paolo VI e il patriarca ecumenico Athenagoras – siano contestualmente proclamati santi dalle rispettive chiese che hanno guidato animati dallo zelo dell’amore, quella “carità di Cristo” che vediamo spingere i loro successori Francesco e Bartholomeos?

(Enzo Bianchi - La Stampa
30 Novembre 2014)

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