Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto... [Liturgia del giorno: Is.25,7+]

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Carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti


Il carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti si snoda per oltre quarant’anni – dai primi anni ’50 a metà degli anni ’90 del Novecento – e testimonia l’evolversi del rapporto tra l’inquieto e profondo sacerdote pisano e uno dei protagonisti più originali della vita politica, istituzionale e religiosa del Novecento italiano. Dalle lettere emergono i problemi che attraversano le loro vite, la storia del paese e le vicende della Chiesa italiana: domande sull’autenticità e sulla fedeltà alle proprie scelte, sulle difficoltà di relazione con la Chiesa degli anni ’50, sui possibili modi di essere cristiani nel tempo e nella storia, sui profondi bisogni di rinnovamento e di riforma ecclesiale. Spesso il discorso si allarga alla ricca trama di contatti e avvenimenti in cui si inserisce il loro rapporto: la vita politica nazionale da cui Dossetti è uscito, lasciando una complessa e discussa eredità; la vivacissima Firenze degli anni ’50 e ’60, con Giorgio La Pira e molti altri; la vita locale, politica ed ecclesiale di Bologna. Anche i grandi fatti della storia internazionale sono presenti: la guerra del Vietnam, la tensione tra i due blocchi, occidentale e sovietico, le questioni mediorientali e il conflitto israelo-palestinese. Le lettere rappresentano così il racconto di due vite, attraverso cui rileggere alcune delle questioni cruciali della fede cristiana e della società italiana del secolo scorso. Questioni che, a ben vedere, giungono fino ai nostri giorni.

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Comunicato Stampa


I comunicati stampa precedenti si possono trovare nel sottomenu " Comunicati Stampa" del Menu "Vescovo"

Ritiri Mensili del Clero

16 Ottobre 2014
S. Guglielmo


Icone biblica delle Indicazioni pastorali 2014-20155 a cura di mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani.

Nel pomeriggio: Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis La fraternità presbiterale (Scheda 1).
Modera: Mons. Domenico Sideli


Chiamati: Mc 1,14-20; Evangelii gaudium 264-265


20 Novembre 2014
S. Guglielmo

Andando un poco oltre, li vide e li chiamò (Cfr. Mc 1,19-20)
a cura di don Salvatore Panzarella

Nel pomeriggio
Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Rapporto Vescovo -Presbiteri (Scheda 2).
Modera: Mons. Sebastiano Scelsi



11 Dicembre 2014
Seminario vescovile

Seguitemi (Mc 1,17)
"La testimonianza di mons. Damiano Barcellona, maestro perché discepolo."
a cura di mons. Paolo Iovino



Dicembre 2014
Seminario vescovile

Assemblea di clero
Consacrati: Mc l , 35-39; Evangelii gaudium 266


8 Gennaio 2015
S. Guglielmo

Tutti ti cercano (Mc 1,37)
L'esperienza di padre Placido Rivilli, OFM Fondatore del Movimento Presenza del Vangelo.
a cura di padre Salvatore Vacca, OFCapp

Nel pomeriggio Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Presbiteri e laici (Scheda 4).
Modera: Dott.ssa Paola Geraci



12 Febbraio 2015
S. Guglielmo

Andiamocene altrove per predicare anche là (Mc 1,38).
a cura di Mons. Salvatore Genchi, Vicario Generale della Diocesi di Catania

Nel pomeriggio Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Presbitero e Presbiterio (Scheda 3).
A cura dei giovani preti Inviati: Mc 6, 6b-13; Evangelii gaudium 267



12 Marzo 2015
S. Guglielmo

Incominciò a inviarli (Mc 6,7)
a cura di don Nello Dell'Agli, presbitero della "Fraternità di Nazareth"



Marzo 2015 -
Seminario Vescovile

Assemblea di clero:
Il diaconato nella nostra Chiesa a 1O anni dalla ordinazione dei primi diaconi



9 Aprile 2015
S. Guglielmo

Essi partirono predicando che si convertissero (Mc 6,12).

Il ministero missionario del beato Pino Puglisi, presbitero e martire.
A cura di don Massimo Naro, presbitero della Diocesi di Caltanissetta

Nel pomeriggio
Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis I munera presbiterali (Scheda 5).
Modera: Mons. Giuseppe Vacca



26 maggio 2015 -
Giornata mariana sacerdotale regionale

“Poesie” in evidenza



Se tu volessi, Signore..

Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall' abisso.
Ma tu resti, invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena (e troppo) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.

(Renzo Barsacchi)
Marinaio di Dio cit., p. 32)

La chiesa nei primi secoli

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Quando un essere umano viene compreso La benevolenza costruisce in voi
Nato da una donna La bellezza di una chiamata
Quando un essere umano viene compreso Laviolenza che è in ognuno
La bellezza d’ascoltare Liberi all’immagine di Dio
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Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, a " Che tempo che fa" - Intervista " particolare" a Mons. Bettazzi sul concilio Vaticano II
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Hans Küng a " Che tempo che fa" YouTube YouTube

Recensione Film

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La donna che canta,
titolo originale Incendies (Fuochi), utilizza uno dei conflitti più longevi e drammatici della storia mondiale per raccontare una storia di amore e coraggio tutta al femminile. Nawal Marwal è una donna libica che non ha conosciuto la felicità, ma ha vissuto nella sofferenza ogni attimo di vita. L'amore, la maternità e l'affetto familiare sono stati per lei fonte di immenso dolore e le sono stati strappati con violenza dalle braccia, distruggendo ogni spiraglio di felicità. I suoi grandi occhi densi di rabbia e il suo sguardo inflessibile sono i veri narratori della storia, perché capaci di descrivere il vissuto di una donna tanto satura di emozioni da non riuscire più a provarne. Nawal non ha più nulla da perdere e il suo spirito trabocca vendetta. Il suo coraggio la spinge a compiere un gesto forte che la porterà a vivere in simultanea l'antitetico ruolo di eroina e di traditrice. La sua forza d'animo la esorta a non piegarsi davanti alla brutalità militare dei suoi custodi. La sua sofferenza si erge come una bandiera a rappresentare un popolo vittima della paura, incapace di reagire perché troppo legato alla tradizione. Il suo canto è un inno al coraggio

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Des Hommes et des Dieux ,
premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria,è un film dove emerge la pluralità, non si fa leva su un unico credo. Lo spettatore viene portato dentro gli animi di chi vive la propria religiosità senza confini, accogliendo e amando il prossimo, senza differenze. Xavier Beauvois porta sul grande schermo la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996; ancora oggi non è stata fatta completa luce sulla vicenda: all’inizio l’eccidio fu rivendicato dalla Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mirava a rovesciare il governo, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino, nel quadro di una strategia della tensione o di un “errore”.
Di fronte allo scorrere delle immagini, e della vicenda, ragioniamo su cosa significa credere in un Dio, su cosa significa essere religiosi, su cosa vuol dire mettere la propria vita al servizio del prossimo, mossi da una vocazione; vocazione che sembra vacillare di fronte alle crudeltà della vita, ma che allo stesso tempo riporta sui giusti binari, spinge al pensiero; è solo dopo matura riflessione che si decide di continuare a camminare verso un’unica direzione. Si decide di andare avanti, di incontrare l’altro, l’apparentemente diverso, e di morire. Ci troviamo di fronte a una visione critica della spiritualità. Perché si tratta più di spiritualità che di Dio nel nel film di Beauvois; spiritualità che porta a fare delle scelte solo apparentemente incoscienti, spiritualità che porta ad essere pluralisti. Spiritualità che porta anche a morire, a morire per incontrare l’altro, in un paradosso etico. Immensamente morale. Ma qui si parla non di finta moralità, bensì di qualcosa di ben più elevato: si parla di connubio, di unione, di andare con l’altro, anche se diverso, uguale e fratello, anche nella morte, anche se ci porta al martirio. A morire è l’umanità, e allora la morte assume un carattere sacro. Torna l’ultima cena (la scena dei monaci riuniti attorno al tavolo con la colonna sonora della Morte del Cigno, tratta da Il lago dei Cigni di Cajkovskij, è davvero toccante) e tutto si fa unico: i monaci, il monastero, il villaggio, i soldati. Tutto si unisce, in un finale tragico quanto straordinario.
( di seguito il PPT con le foto originale dei martiri )
Nelle diapositive Sono stati associati, ai “sette dormienti di Efeso”, martiri cristiani murati in una grotta e che sarebbero risuscitati circa due secoli dopo. Quello che è interessante è che sono venerati sia dai cristiani che dai musulmani (ne parla il Corano).

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Il rosso e il Blu
Il tirante che trascina il film nella sua (solo apparente) esilità, è la volontà di incontrarsi che a volte salva gli esseri umani dall’apatia. In questa lotta per la sopravvivenza (mentale, ma non solo) a volte si è nobili, a volte patetici, a vote ridicoli. E il film, questi registri, li padroneggia tutti

AVVISI

Omelia del nostro Vescovo in occasione dell’ l’istituzione, il rinnovo e il mandato degli operatori pastorali.

V Manzella mBasilica Cattedrale, 18 ottobre 2014

 Mi accompagna il gradito ricordo dell’ultima assemblea diocesana del 26 settembre u.s. a Petralia Sottana.

Eravamo veramente tanti e insieme abbiamo proclamato l’apertura dell’anno pastorale con la consegna delle indicazioni pastorali 2014-2015 dal titolo: “Diremo la tua gloria. La dimensione missionaria della Chiesa alla luce della Evangelii Gaudium.”

Ci incontriamo adesso per l’istituzione, il rinnovo e il mandato degli operatori pastorali.

Siete presenti catechisti ed evangelizzatori, Accoliti e lettori, Ministri della Comunione, operatori liturgici e della caritas. Vi saluto tutti affettuosamente.

Una vita trasfigurata dalla presenza di Dio – Ritiri mensili del clero.

licciardiCarissimi Confratelli,

giovedì 11 settembre scorso, si è insediato il nuovo Consiglio Presbiterale e, in quella circostanza, si è discusso su come impostare i ritiri mensili del Clero. Diverse sono state le proposte e, su incarico del Consiglio stesso, il Direttivo ne ha fatto sintesi, elaborando un itinerario che ci accompagnerà per tutto l’anno, dal mese di Ottobre al mese di Maggio del prossimo anno, quando con gli altri Presbiteri della Regione ci ritroveremo per la consueta Giornata Sacerdotale Mariana.

Punti di riferimento per la strutturazione del percorso in tre tappe (chiamati, consacrati e inviati) sono stati il Vangelo di Marco e l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudiurn.

Relatio post disceptationem del Cardinale Peter Erdo al Sinodo sulla famiglia.

erdo rPapa Francesco ha presieduto oggi la Congregazione Generale in cui il relatore, cardinale di Budapest Peter Erdo ha pronunciato la Relatio Post Disceptationem, ovvero la relazione intermedia che conclude il primo giro di discussione. Si tratta di un documento che non può non sorprendere per l’apertura che la Chiesa sembra dimostrare su molti temi e che pone le basi per la successiva discussione sia nei Circula Minores che partiranno oggi, e sopratutto per il Sinodo Ordinario dei Vescovi che si terrà l’anno prossimo, dal 4 al 25 ottobre 2015, e avrà come tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel Mondo moderno“.

Messaggio del nostro Vescovo in occasione della giornata missionaria 2014

Layout 1Carissimi,

il nuovo anno pastorale che abbiamo aperto il 26 settembre u.s. a Petralia  Sottana, mi ha dato modo di consegnare alla nostra Chiesa diocesana le linee guida “Diremo la tua gloria.

La dimensione missionaria della Chiesa alla luce della Evangelii Gaudium” che, come si evince già dalle prime battute, orientano tutta la nostra azione pastorale sul tema della missionarietà della Chiesa.

In questo anno, sollecitati dal Papa e dalle diverse occasioni che la Provvidenza ci offre, siamo spinti a ritrovare un comune slancio missionario in tutte le nostre realtà ecclesiali, all’interno del nostro presbiterio, delle famiglie, dei gruppi e delle associazioni ecclesiali.

Ammissione agli ordini sacri di Gioacchino Notaro.

eccomi Madre miaMons. Vincenzo Manzella Domenica 5 ottobre alle ore 11.00, presso la Basilica di S. Agata, di Montemaggiore Belsito   ammetterà tra i candidati agli ordini sacri  Gioacchino Notaro  della stessa comunità parrocchiale alla presenza della famiglia del Seminario di Cefalù e di Caltanissetta. Di seguito  una sua riflessione.

Tardi ti amai!”

“Mi hai cercato, eccomi o Madre mia”. Con queste parole inizia il mio cammino vocazionale.

Era la sera del 22 agosto del 2008 e ai piedi della Statua della Vergine Immacolata presso la grotta di Marsabielle a Lourdes ho “sentito” dentro di me la voce del Figlio che mi chiedeva di lasciare tutto per seguirLo.

FESTA DEL CIAO 2014

Festa Ciao 2014 aCari ragazzi … ciao a tutti!

Bentornati dalle vacanze estive dalle quali ci auguriamo abbiate tratto tutta la distensione necessaria per intraprendere un nuovo anno associativo con maggiore slancio.

I ragazzi che sono i destinatari principali del nostro servizio associativo si aspettano tanto da noi: grinta, entusiasmo, capacità di coinvolgimento, ma soprattutto aver testimoniato che “Bella è l’ACR” perché mi permette di vivere insieme agli altri e con essi di incontrare il Signore.

Lettera del Rettore del Seminario ai presbiteri: II sacerdozio non è un ripiego o un impiego!

corradino AlessioCarissimi,

la certezza che il Signore non fa mancare operai alla sua messe non ci ha mai abbandonato!

Forse, come spesso ci ricorda il nostro Vescovo, la “crisi di risposta”, che interessa un po’ questo tempo, ci ha fatto trepidare di attese.

Tutti siamo chiamati a interpellare il nostro ministero e la testimonianza gioiosa che da esso ne deve scaturire.

Gli sforzi delle attività  vocazionali che insieme al Centro Diocesano per le Vocazioni abbiamo messo in atto ha visto coinvolti soprattutto ministranti e cresimandi; eppure, se queste attività non sono incoraggiate dai parroci, servono a poco.

Giornata di preghiera per i perseguitati in Iraq nella solennità dell’Assunta.

persAlla Comunità Diocesana

Per il prossimo 15 agosto è stata indetta dai Vescovi Italiani una giornata di preghiera per i perseguitati in Iraq.

A causa delle violenze scatenate dai miliziani dello stato islamico sono morte oltre 1.600 persone dal mese di luglio. Molto pesante è anche il bilancio dei feriti, più di 2.000.

In questo scenario si sta consumando il dramma dei cristiani iracheni, divenuti l’obiettivo di sistematiche persecuzioni e continui attacchi da parte di gruppi terroristici: chiese profanate, reliquie, statue della madonna e dei santi vengono distrutte da un integralismo irrazionale che lede ogni forma di diritto.

“Sul sentiero del nostro andare vogliamo incontrarti Signore! E mentre avanziamo mendicando, ci soccorra il tuo amore e la tua carezza.” – Preghiera del nostro Vescovo Vincenzo al termine della Processione del SS. Salvatore.

Ter pro mSullo sfondo delle tormentate vicende del nostro tempo, ci rivolgiamo a Gesù Salvatore per non lasciarci imprigionare dalle pesantezze del presente ma soprattutto per essere più capaci di guardare al futuro dell’uomo con un pizzico di speranza in più.

 “Non lasciatevi rubare la speranza”, ci ripete frequentemente Papa Francesco e io aggiungo: non rinunciate al sogno di un mondo migliore. Lasciateci sognare! Lasciateci guardare oltre alle fatiche e alle delusioni di ogni giorno.

 Il nostro sogno non vuole essere evasione irresponsabile, né fuga dagli impegni quotidiani ma apertura di orizzonti che ci assicura che alla fine il bene trionferà e le forze del male non prevarranno.

Articoli in evidenza

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Programmazione pastorale

PROGRAMMAZIONE PER L’ANNO PASTORALE 2014-2015



( Cliccando sulle locandina è possibile aprire il calendario con i temi dei vari appuntamenti)



Salmodie

Click sull’icona per aprire o scaricare la musica della salmodia della S. Messa delle domeniche e festività

Animatori Vocazionali

“ VOCAZIONE E SANTITÀ”

2° Percorso Animatori Vocazionali
Palermo Oasi di Baida 28-30 Agosto 2014


Click sull’icona per aprire la locandina

Indicazioni pastorali 2013

Clik sull'icona per aprile il file.

Concerti nelle chiese

Reverendissimi Confratelli, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, come e noto, in data 5 novembre 1987 ha emanato un documento, "Concerti nelle Chiese", attraverso cui offriva a tutta la Chiesa alcune riflessioni circa la musica sacra, la musica religiosa, la consuetudine di ospitare concerti nei luoghi di culto, gli strumenti musicali... riflessioni corredate da una serie di disposizioni pratiche generali con l'invito alle singole Diocesi o Regioni Ecclesiastiche a calarle nel loro contesto con la redazione di un regolamento ad hoc.

Click sull'icona che segue per aprire o scaricare il regolamento in formato PDF

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Tra matrimonio indissolubile e misericordia

Subito dopo l’elezione di papa Francesco, il cardinal Ravasi dichiarò: “C’è un respiro nuovo che aspettavamo”. Oggi, dopo venti mesi di pontificato, possiamo dire che si è creato un altro clima nel tessuto ecclesiale: un clima di libertà di parola nel quale con parresia ogni cattolico, vescovo o semplice fedele, può lasciar parlare la propria coscienza e dire quello che pensa, senza essere subito messo a tacere, censurato o addirittura punito, come avveniva negli ultimi decenni. Questo non significa clima idilliaco, perché conflitti anche aspri sono presenti in seno alla chiesa – come del resto è testimoniato già negli scritti del Nuovo Testamento – ma se questi sono vissuti senza scomuniche reciproche, se ciascuno ascolta le ragioni dell’altro senza fare di lui un nemico, se tutti hanno cura di mantenere la comunione, allora anche i conflitti sono fecondi e servono ad approfondire e a meglio dar ragione delle speranze che abitano il cuore dei cristiani. Purtroppo si può constatare che ormai ci sono “nemici del papa”: persone che non si limitano a criticarlo con rispetto, come avveniva con Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, ma si spingono fino a disprezzarlo. Un vescovo che dichiara ai suoi preti che l’esortazione apostolica Evangelii gaudium “avrebbe potuto scriverla un campesino” esprime un giudizio di disprezzo, ma profeticamente dichiara che quella lettera è leggibile e comprensibile anche da un povero e semplice cristiano della periferia del mondo. Così, al di là delle intenzioni, quelle parole sprezzanti costituiscono un elogio. Alcuni giungono anche a delegittimare l’elezione di Bergoglio in un conclave che non si sarebbe svolto secondo le regole, altri sostengono che vi siano sono ancora due papi, entrambi successori di Pietro ma con compiti diversi... Conosciamo da tempo costoro come persone inclini a inseguire le proprie ipotesi ecclesiastiche anziché l’oggettività della grande tradizione cattolica nella quale vale il primato del vangelo. Certamente la composizione di questo sinodo, il nuovo modo di procedere nei lavori, l’invito del papa a parlare chiaro, con coraggio anche criticando il suo pensiero o manifestando un parere diverso, la richiesta di franchezza negli interventi hanno creato un’atmosfera sinodale inedita rispetto a tutti i sinodi precedenti. Papa Francesco vuole che l’assise sia vissuta nello spirito della collegialità episcopale e della sinodalità ecclesiale e non sia una semplice celebrazione: e Francesco ha tutta la saldezza per dire che comunque il sinodo si svolge secondo la grande tradizione cum Petro et sub Petro, cioè con il papa presente e al quale, in quanto successore di Pietro, spetta personalmente il discernimento finale. Quanto al tema del sinodo, è incandescente perché è in gioco non tanto una disciplina diversa riguardo al matrimonio, alla famiglia e alla sessualità, bensì il volto del Dio invisibile, un volto che noi cristiani conosciamo solo nel volto di Gesù Cristo, colui che ci ha narrato, spiegato, fatto conoscere Dio. È in gioco il volto del Dio misericordioso e compassionevole, come sta scritto nel suo Nome santo dato a Mosè e come è stato raccontato da Gesù, suo figlio nel mondo, il quale non ha mai castigato i peccatori, non li ha mai puniti ma li ha perdonati ogni volta che li ha incontrati, spingendoli così al pentimento e alla conversione. È indubbio che al cuore del confronto e dell’approfondimento sinodali ci sono parole di Gesù che non possono essere dimenticate né tanto meno manomesse. Nei vangeli, infatti, di fronte al divorzio – permesso da Mosè ma condannato, non lo si dimentichi, dai profeti... – Gesù non sceglie la via della casistica ma risale all’intenzione del Legislatore e Creatore e nega ogni possibilità di rottura del vincolo nella storia d’amore tra un uomo e una donna: “Nell’in-principio non fu così... I due diventeranno una sola carne... L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto!”. Linguaggio chiaro, esigente, radicale perché nel rapporto tra uomo e donna legati nell’alleanza della parola data, è significata l’alleanza fedele tra Dio e il suo popolo: se una fedeltà viene smentita, anche l’altra non è più credibile. Messaggio esigente e duro, che i presbiteri dovrebbero annunciare alle loro comunità mettendosi in ginocchio: “È una parola del Signore, non nostra, a chiedere questa fedeltà. Noi ve la ripetiamo perché è nostro dovere farlo, ma ve la annunciamo in ginocchio, senza presunzione né arroganza, perché sappiamo che vivere il matrimonio fedelmente e nell’amore rinnovato è difficile, faticoso, impossibile senza l’aiuto della grazia di Dio...”. Ma se questo è l’annuncio evangelico che non può cambiare, resta vero che nella storia, e particolarmente oggi, questo vincolo nelle storie d’amore non è sempre assunto nella fede, nell’adesione alla parola di Cristo e, comunque, a volte si deteriora, si corrompe e muore. Sì, tra coniugi occorre stare insieme fino a quando uno rende più buono l’altro, ma se questo non avviene più, dopo ripetuti tentativi, allora la separazione può essere un male minore. Ed è qui che a volte può iniziare una nuova storia d’amore che può mostrarsi portatrice di vita, vissuta nella lealtà e nella fedeltà, nella condivisione della fede e dell’appartenenza viva alla comunità cristiana. Per quanti vivono in questa condizione non è possibile celebrare altre nozze né contraddire il sacramento del matrimonio già celebrato, ma se compiono un cammino penitenziale, se mostrano con l’andare degli anni saldezza nel nuovo vincolo, non si potrebbe almeno ammetterli alla comunione che dà loro la possibilità di un viatico portatore di grazia nel cammino verso il Regno? Secondo la dottrina cattolica tradizionale l’eucarestia è sacramento anche per la remissione dei peccati. Il cardinal Martini si chiedeva: “La domanda se i divorziati possono ricevere la comunione andrebbe rovesciata: come può la chiesa arrivare venire in loro aiuto con la forza dei sacramenti?”. La risposta a queste domande può venire solo dal papa, dopo aver ascoltato la chiesa attraverso il sinodo. Si rifletta inoltre su un dato: perché preti, monaci, religiosi che emettono una pubblica promessa a Dio al cuore della chiesa, pur avendo abbandonato la vocazione ricevuta e contraddetto i voti pronunciati – voti che san Tommaso d’Aquino diceva che la chiesa non può mai sciogliere – possono partecipare pienamente alla vita anche sacramentale della chiesa, mentre chi si trova in altre situazioni di infedeltà ne è esclusi? Questa appare come ingiustizia di una disciplina fatta da chierici che vivono più o meno bene il loro celibato e non conoscono la fatica e le difficoltà del matrimonio... Cosa si attende allora dal sinodo un cattolico maturo nella fede? Che si confessi ancora e ancora l’indissolubilità del matrimonio, ma lo si faccia manifestando la misericordia di Dio, andando incontro a chi in questa esigente avventura è incorso nella contraddizione all’alleanza e invitandolo a camminare nella pienezza della vita ecclesiale. Il Dio cristiano ha un volto in cui la misericordia è immanente alla giustizia: è un Dio compassionevole che in Gesù ha camminato e cammina con chi è ferito, con chi è malato... è un Dio che vuole che tutti si convertano e vivano. (Enzo Bianchi - La Stampa
12 Ottobre 2014)

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