Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. .... i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie..... [Liturgia del giorno: Is.55,6.8+]

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In edicola " la necessità urgente di parlare"
Carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti


Il carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti si snoda per oltre quarant’anni – dai primi anni ’50 a metà degli anni ’90 del Novecento – e testimonia l’evolversi del rapporto tra l’inquieto e profondo sacerdote pisano e uno dei protagonisti più originali della vita politica, istituzionale e religiosa del Novecento italiano. Dalle lettere emergono i problemi che attraversano le loro vite, la storia del paese e le vicende della Chiesa italiana: domande sull’autenticità e sulla fedeltà alle proprie scelte, sulle difficoltà di relazione con la Chiesa degli anni ’50, sui possibili modi di essere cristiani nel tempo e nella storia, sui profondi bisogni di rinnovamento e di riforma ecclesiale. Spesso il discorso si allarga alla ricca trama di contatti e avvenimenti in cui si inserisce il loro rapporto: la vita politica nazionale da cui Dossetti è uscito, lasciando una complessa e discussa eredità; la vivacissima Firenze degli anni ’50 e ’60, con Giorgio La Pira e molti altri; la vita locale, politica ed ecclesiale di Bologna. Anche i grandi fatti della storia internazionale sono presenti: la guerra del Vietnam, la tensione tra i due blocchi, occidentale e sovietico, le questioni mediorientali e il conflitto israelo-palestinese. Le lettere rappresentano così il racconto di due vite, attraverso cui rileggere alcune delle questioni cruciali della fede cristiana e della società italiana del secolo scorso. Questioni che, a ben vedere, giungono fino ai nostri giorni.

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Comunicato Stampa


I comunicati stampa precedenti si possono trovare nel sottomenu " Comunicati Stampa" del Menu "Vescovo"

Ritiri Mensili del Clero

Giov. 24 Ott. 2013 ore 9,30

Ven . 29 Nov. 2013 ore 9,30

Giov. 19 Dic. 2013 ore 9,30

Giov. 09 Gen.2014 ore 9,30

Giov. 13 Feb. 2014 ore 9,30

Giov. 13 Mar. 2014 ore 9,30

Giov. 10 Apr. 2014 ore 9,30

Giov. 08 Mag. 2014 ore 9,30



Nel consiglio presbiterale del 20 Settembre u.s. si è ravvisata l'opportunità di proseguire per i ritiri spirituali di questo anno pastorale con la riflessione sui documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, che sempre di più dobbiamo riscoprire per la nostra formazione permanente sul piano spirituale, teologico, pastorale.

L'appuntamento è nel nostro seminario vescovile con inizio alle ore 9,30.

Si raccomanda di fare in tempo utile la prenotazione per il pranzo che sarà alle ore 13(Tel.0921/926320)

Fraternamente

Il delegato ad omnia
Don Sebastiano Scelsi

“Poesie” in evidenza



Se tu volessi, Signore..

Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall' abisso.
Ma tu resti, invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena (e troppo) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.

(Renzo Barsacchi)
Marinaio di Dio cit., p. 32)

La chiesa nei primi secoli

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Quando un essere umano viene compreso La benevolenza costruisce in voi
Nato da una donna La bellezza di una chiamata
Quando un essere umano viene compreso Laviolenza che è in ognuno
La bellezza d’ascoltare Liberi all’immagine di Dio
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Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, a " Che tempo che fa" - Intervista " particolare" a Mons. Bettazzi sul concilio Vaticano II
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Hans Küng a " Che tempo che fa" YouTube YouTube

Recensione Film

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La donna che canta,
titolo originale Incendies (Fuochi), utilizza uno dei conflitti più longevi e drammatici della storia mondiale per raccontare una storia di amore e coraggio tutta al femminile. Nawal Marwal è una donna libica che non ha conosciuto la felicità, ma ha vissuto nella sofferenza ogni attimo di vita. L'amore, la maternità e l'affetto familiare sono stati per lei fonte di immenso dolore e le sono stati strappati con violenza dalle braccia, distruggendo ogni spiraglio di felicità. I suoi grandi occhi densi di rabbia e il suo sguardo inflessibile sono i veri narratori della storia, perché capaci di descrivere il vissuto di una donna tanto satura di emozioni da non riuscire più a provarne. Nawal non ha più nulla da perdere e il suo spirito trabocca vendetta. Il suo coraggio la spinge a compiere un gesto forte che la porterà a vivere in simultanea l'antitetico ruolo di eroina e di traditrice. La sua forza d'animo la esorta a non piegarsi davanti alla brutalità militare dei suoi custodi. La sua sofferenza si erge come una bandiera a rappresentare un popolo vittima della paura, incapace di reagire perché troppo legato alla tradizione. Il suo canto è un inno al coraggio

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Des Hommes et des Dieux ,
premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria,è un film dove emerge la pluralità, non si fa leva su un unico credo. Lo spettatore viene portato dentro gli animi di chi vive la propria religiosità senza confini, accogliendo e amando il prossimo, senza differenze. Xavier Beauvois porta sul grande schermo la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996; ancora oggi non è stata fatta completa luce sulla vicenda: all’inizio l’eccidio fu rivendicato dalla Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mirava a rovesciare il governo, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino, nel quadro di una strategia della tensione o di un “errore”.
Di fronte allo scorrere delle immagini, e della vicenda, ragioniamo su cosa significa credere in un Dio, su cosa significa essere religiosi, su cosa vuol dire mettere la propria vita al servizio del prossimo, mossi da una vocazione; vocazione che sembra vacillare di fronte alle crudeltà della vita, ma che allo stesso tempo riporta sui giusti binari, spinge al pensiero; è solo dopo matura riflessione che si decide di continuare a camminare verso un’unica direzione. Si decide di andare avanti, di incontrare l’altro, l’apparentemente diverso, e di morire. Ci troviamo di fronte a una visione critica della spiritualità. Perché si tratta più di spiritualità che di Dio nel nel film di Beauvois; spiritualità che porta a fare delle scelte solo apparentemente incoscienti, spiritualità che porta ad essere pluralisti. Spiritualità che porta anche a morire, a morire per incontrare l’altro, in un paradosso etico. Immensamente morale. Ma qui si parla non di finta moralità, bensì di qualcosa di ben più elevato: si parla di connubio, di unione, di andare con l’altro, anche se diverso, uguale e fratello, anche nella morte, anche se ci porta al martirio. A morire è l’umanità, e allora la morte assume un carattere sacro. Torna l’ultima cena (la scena dei monaci riuniti attorno al tavolo con la colonna sonora della Morte del Cigno, tratta da Il lago dei Cigni di Cajkovskij, è davvero toccante) e tutto si fa unico: i monaci, il monastero, il villaggio, i soldati. Tutto si unisce, in un finale tragico quanto straordinario.
( di seguito il PPT con le foto originale dei martiri )
Nelle diapositive Sono stati associati, ai “sette dormienti di Efeso”, martiri cristiani murati in una grotta e che sarebbero risuscitati circa due secoli dopo. Quello che è interessante è che sono venerati sia dai cristiani che dai musulmani (ne parla il Corano).

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Il rosso e il Blu
Il tirante che trascina il film nella sua (solo apparente) esilità, è la volontà di incontrarsi che a volte salva gli esseri umani dall’apatia. In questa lotta per la sopravvivenza (mentale, ma non solo) a volte si è nobili, a volte patetici, a vote ridicoli. E il film, questi registri, li padroneggia tutti

AVVISI

Mons. Vincenzo Manzella, Vescovo di Cefalù, venerdì 26 settembre alle ore 17:00 aprirà il nuovo anno pastorale presso la Chiesa Madre di Petralia Sottana. Dopo la preghiera di inizio, Mons Manzella presenterà e consegnerà il programma pastorale: Annunceremo la Tua Gloria. In piena sintonia con le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana sul tema : "Educazione Cristiana e Missionarietà alla luce dell'Esortazione Apostolica Evangelii gaudium" di Papa Francesco.

Lettera del Rettore del Seminario ai presbiteri: II sacerdozio non è un ripiego o un impiego!

corradino AlessioCarissimi,

la certezza che il Signore non fa mancare operai alla sua messe non ci ha mai abbandonato!

Forse, come spesso ci ricorda il nostro Vescovo, la “crisi di risposta”, che interessa un po’ questo tempo, ci ha fatto trepidare di attese.

Tutti siamo chiamati a interpellare il nostro ministero e la testimonianza gioiosa che da esso ne deve scaturire.

Gli sforzi delle attività  vocazionali che insieme al Centro Diocesano per le Vocazioni abbiamo messo in atto ha visto coinvolti soprattutto ministranti e cresimandi; eppure, se queste attività non sono incoraggiate dai parroci, servono a poco.

Giornata di preghiera per i perseguitati in Iraq nella solennità dell’Assunta.

persAlla Comunità Diocesana

Per il prossimo 15 agosto è stata indetta dai Vescovi Italiani una giornata di preghiera per i perseguitati in Iraq.

A causa delle violenze scatenate dai miliziani dello stato islamico sono morte oltre 1.600 persone dal mese di luglio. Molto pesante è anche il bilancio dei feriti, più di 2.000.

In questo scenario si sta consumando il dramma dei cristiani iracheni, divenuti l’obiettivo di sistematiche persecuzioni e continui attacchi da parte di gruppi terroristici: chiese profanate, reliquie, statue della madonna e dei santi vengono distrutte da un integralismo irrazionale che lede ogni forma di diritto.

“Sul sentiero del nostro andare vogliamo incontrarti Signore! E mentre avanziamo mendicando, ci soccorra il tuo amore e la tua carezza.” – Preghiera del nostro Vescovo Vincenzo al termine della Processione del SS. Salvatore.

Ter pro mSullo sfondo delle tormentate vicende del nostro tempo, ci rivolgiamo a Gesù Salvatore per non lasciarci imprigionare dalle pesantezze del presente ma soprattutto per essere più capaci di guardare al futuro dell’uomo con un pizzico di speranza in più.

 “Non lasciatevi rubare la speranza”, ci ripete frequentemente Papa Francesco e io aggiungo: non rinunciate al sogno di un mondo migliore. Lasciateci sognare! Lasciateci guardare oltre alle fatiche e alle delusioni di ogni giorno.

 Il nostro sogno non vuole essere evasione irresponsabile, né fuga dagli impegni quotidiani ma apertura di orizzonti che ci assicura che alla fine il bene trionferà e le forze del male non prevarranno.

“Né allora, né adesso, né mai sarà tempo di piantare tende sul Tabor. Ai piedi del Tabor c’è una turba di gente che attende, di malati, di sofferenti, di affamati, di disoccupati che attendono una qualche risposta.” – Omelia del nostro Vescovo Vincenzo nella solennità della Trasfigurazione del Signore.

Manzella story( Basilica Cattedrale 06 Agosto 2014 )

Il mio saluto a tutti voi fratelli e figli carissimi qui convenuti per celebrare la Solennità della Trasfigurazione del Signore.

È la festa del volto luminoso di Gesù.

È festa di luce.

In Occidente, la data del 6 agosto fu introdotta nel 1457 da Papa Callisto III come ringraziamento al Signore per la vittoria riportata l’anno precedente sui Turchi a Belgrado, ma già tre secoli prima, in epoca normanna la nostra Diocesi, assieme alla Diocesi di Mazara del Vallo, vantava il privilegio di celebrarla.

Corso Evangelizzazione e Annuncio

Pro corsoAi Rev.mi Parroci

Carissimo confratello,

abbiamo appena concluso un nuovo anno pastorale ricco di iniziative e di attività nelle nostre singole comunità parrocchiali.

            Tutto l’anno ci siamo lasciati guidare dalle indicazioni del nostro Vescovo “Risvegliare la passione educativa”, cercando di attuare quanto il nostro Pastore ci ha consegnato e suggerito.

            Ora gli uffici diocesani per  l’Annuncio e la Catechesi, per la Caritas, per la Liturgia, per la Musica Sacra e per le Comunicazioni sociali, vogliono continuare il cammino iniziato a settembre scorso, in vista del mandato che il Vescovo ha dato a tutti gli operatori pastorali delle nostre parrocchie.

Assemblea Diocesana a Castelbuono: intervento del nostro Vescovo.

manzellaContinua la sfida educativa iniziata con gli Orientamenti Pastorali che ci sono stati consegnati per il decennio 2010­ 2020.  

“Educare alla vita buona del Vangelo” resta l’obiettivo della Chiesa italiana che  continua a chiedersi come possa rispondere in maniera adeguata  all’emergenza educativa che ci interroga con sempre più insistenza.

Nell’ultima Assemblea Generale della CEI tenutasi a Roma dal 19 al 22 maggio scorso, si è delineato il tema che ci guiderà quest’anno con rinnovato slancio per riscoprire la forza missionaria del Vangelo all’interno di un mondo in profondo e rapido cambiamento.

Papa Francesco in Calabria – Considerazioni di Enzo Bianchi.

Papa Francesco Calabria( Da ” La Repubblica” del 08 Luglio 2014 )

Le parole hanno il peso che ciascuno è disposto a dare loro.

È questo il dato che accomuna i due eventi suscitati dalle parole di scomunica pronunciate da papa Francesco in Calabria contro i mafiosi.

Da un lato un gruppo di detenuti per reati di mafia sospende la propria partecipazione alla messa nella cappella del carcere, dall’altra una processione con la statua della Madonna si ferma per onorare un boss agli arresti domiciliari.

Pellegrinaggio a Noto del Movimento Pro Sanctitate

pro san mIl Movimento Pro Sanctitate celebra nella sua città natale il suo Fondatore, il  Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, Vescovo,  a cento anni dalla nascita avvenuta il 25 giugno 1914.

Si ritroveranno a Noto in  pellegrinaggio  il 21 e 22 giugno, membri del Movimento provenienti da varie zone dell’Italia, dal Belgio, dalla Lettonia, da Malta e dall’ Olanda, dall’ India  e dagli Stati Uniti.

La sera di sabato 21 giugno sulla scalinata della Cattedrale di Noto,  verrà celebrata la ricorrenza con uno spettacolo che ripercorre il messaggio del Movimento e del suo fondatore – la universale chiamata alla santità – in forme artistiche diverse:

Esercizi Spirituali

Carissimi ConfrEser Spiatelli,

E’ stato già comunicato che gli Esercizi spirituali avranno luogo nel Seminario estivo di S.Guglielmo nella prima settimana di luglio, e precisamente da lunedi 30 giugno a venerdi 4 luglio p.v.

Avremo come guida spirituale Don Cristiano Passoni, Direttore Spirituale del Seminario di Venegono (Milano), Docente di Teologia Spirituale.

Il nostro Papa Francesco a noi Ministri sacri, dediti al culto divino e al servizio pastorale nella Chiesa, raccomanda tanto la vicinanza con Dio nella preghiera e nell’ascolto della Parola e la vicinanza con il popolo.

Articoli in evidenza

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Programmazione pastorale

PROGRAMMAZIONE PER L’ANNO PASTORALE 2014-2015



( Cliccando sulle locandina è possibile aprire il calendario con i temi dei vari appuntamenti)



Salmodie

Click sull’icona per aprire o scaricare la musica della salmodia della S. Messa delle domeniche e festività

Animatori Vocazionali

“ VOCAZIONE E SANTITÀ”

2° Percorso Animatori Vocazionali
Palermo Oasi di Baida 28-30 Agosto 2014


Click sull’icona per aprire la locandina

Indicazioni pastorali 2013

Clik sull'icona per aprile il file.

Concerti nelle chiese

Reverendissimi Confratelli, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, come e noto, in data 5 novembre 1987 ha emanato un documento, "Concerti nelle Chiese", attraverso cui offriva a tutta la Chiesa alcune riflessioni circa la musica sacra, la musica religiosa, la consuetudine di ospitare concerti nei luoghi di culto, gli strumenti musicali... riflessioni corredate da una serie di disposizioni pratiche generali con l'invito alle singole Diocesi o Regioni Ecclesiastiche a calarle nel loro contesto con la redazione di un regolamento ad hoc.

Click sull'icona che segue per aprire o scaricare il regolamento in formato PDF

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Il grido dei cristiani e il nostro silenzio

“Qui tutti si chiedono solo: Fino a quando?”. Così ci diceva due giorni fa al telefono il nostro amico Wisam, monaco iracheno fuggito da Qaraqosh e rifugiatosi nei pressi di Erbil. Noi, con lui ci chiediamo “Fino a dove?”. Fino a quando durerà questa tragedia, fino a che punto si spingerà la barbarie umana, perpetrata in nome di un fanatismo religioso? Dopo la strage di uomini, donne e bambini yazidi, alcuni dei quali sepolti vivi, dopo l’avventurosa fuga di ventimila di loro dalle montagne dove erano braccati, diventa sempre più tragicamente evidente che tutte le minoranze religiose, non solo i cristiani, sono a rischio eliminazione totale nella piana di Ninive. Una regione che nei secoli aveva conosciuto la convivenza di etnie e religioni diverse vede ora sepolta l’umanità assieme a dei bambini inermi, dopo aver visto esplodere in una nuvola di fumo la moschea dedicata al profeta Giona, figura venerata da ebrei, cristiani e musulmani, luogo di pellegrinaggi sacri che accomunava credenti di appartenenze diverse...

Eppure lì, dove l’umanità sembra annientata, non mancano parole, silenzi e gesti che dicono che esistono ancora uomini e donne degni di tal nome: l’aiuto reciproco nel cercare vie di scampo dalla follia distruttrice e nel sopravvivere in condizioni estreme, la rinuncia a parole di odio verso chi l’odio lo sprigiona con massacri... La delegazione episcopale francese recatasi a Erbil la settimana scorsa è rimasta attonita di fronte all’emergenza umanitaria, ma ancor di più di fronte al fatto di non aver udito dai cristiani iracheni una sola parola di odio verso i musulmani: l’autentico credente sa che abomini commessi contro gli esseri umani non sono e non saranno mai gesti ammessi né tanto meno richiesti dalla religione.

Ma se i cristiani dell’Iraq si interrogano angosciati solo sulla durata della tormenta che si è abbattuta su di loro, noi cittadini e cristiani dell’occidente qualche interrogativo in più possiamo e dobbiamo porcelo. Non solo in merito all’urgente “che fare ora?”, ma anche e soprattutto sul “come mai questo è stato possibile?”. Non ci si può nascondere dietro la logora, vigliacca domanda che molti pongono sempre ai pacifisti in circostanze simili: come si fa a non intervenire militarmente contro crimini di questa portata? Non importa se nulla è stato fatto prima per alimentare una cultura di pace, di dialogo e di rispetto, se si sono solleticati gli istinti peggiori, se si è confidato in un utopico equilibrio del terrore: quando la situazione sfugge di mano, la guerra sembra l’unica soluzione del problema, mentre quasi sempre ne è la causa principale, più o meno remota. Come cittadini del mondo, ai detentori di potere politico e finanziario dovremmo pur chiedere conto di chi e come fornisce soldi o armamenti – o entrambe le cose – a gruppi di fanatici religiosi i quali, anche se blanditi all’inizio, immancabilmente finiscono per diventare incontrollabili; potremmo esigere spiegazioni dai loro fini strateghi che non hanno saputo prevedere che la pretesa di scovare e disinnescare armi di distruzione di massa usando strumenti di morte avrebbe fatto sorgere istinti distruttori di massa anche là dove erano silenti... E come cittadini italiani dovremmo chiedere ai nostri governanti il perché dell’inanità del loro agire in queste settimane come nei mesi precedenti in un’area geografica cruciale non solo per gli interessi nazionali ma per gli equilibri geopolitici mondiali.

Ma l’atteggiamento impregnato dello spirito delle beatitudini evangeliche di cui stanno dando testimonianza moltissimi cristiani in Medioriente pone interrogativi soprattutto a noi cristiani: come è stato possibile che, nonostante gli sforzi incessanti compiuti già da papa Giovanni Paolo II e fin dall’attacco alle Torri gemelle, si sia alimentata l’identificazione tra interessi dell’occidente e interessi della chiesa? Come mai all’inizio della seconda guerra in Iraq – dopo che una voce profetica e lucida come quella di don Giuseppe Dossetti aveva ammonito già nel 1990 che “anche se Saddam Hussein fosse eliminato, l’Occidente si troverà di fronte a un islamismo radicale più difficile da combattere e ideologicamente più inestirpabile” – presuli della chiesa italiana si sono discostati apertamente dagli accorati appelli del papa per la pace, e hanno preferito usare toni più consoni alla propaganda a favore dell’intervento armato? E perché ci ricordiamo delle chiese perseguitate e dei credenti di ogni religione che patiscono la mancanza di libertà religiosa solo quando gli orrori superano una soglia di non ritorno? Perché non li ascoltiamo nel loro quotidiano, faticoso confrontarsi con un mondo e una cultura che non sono quelli dell’occidente che si autodefinisce “avanzato”?

In queste ore drammatiche urgono aiuti alle popolazioni che vedono minacciata la loro stessa sopravvivenza, urgono interventi umanitari in loco e attivazione di canali di accoglienza e di sostegno nei nostri paesi, ma urge anche la riaffermazione di una cultura della pace, il rifiuto fermo di qualsiasi “sponda religiosa” che ogni fanatismo persegue: come ricordava ieri papa Francesco, quanto sta accadendo in Iraq “offende gravemente Dio e l’umanità. Non si porta l’odio in nome di Dio! Non si fa la guerra in nome di Dio!”. Sì, dobbiamo ritrovare la consapevolezza che quando si calpesta la dignità umana si offende Dio, quando si invoca Dio per fare la guerra lo si bestemmia!

(Enzo Bianchi - La Republica
12 Agosto 2014)

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(es. Mt 28,1-20):
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