Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò. [Liturgia del giorno : Ez. 37,12+]

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L’associazione Medici Cattolici Italiani della Diocesi di Cefalù invita all’incontro che si terrà a Polizzi Generosa - sala Cagnoni ,Chiesa Madre - Venerdì 04 Aprile 2014 ore 18 .

Tema dell’incontro:

“Dalla fecondazione ai primi anni di vita: biologia, epigenetica, etica, eugenetica”

(Click sulla locandina per ingrandirla )

Comunicato Stampa


I comunicati stampa precedenti si possono trovare nel sottomenu " Comunicati Stampa" del Menu "Vescovo"

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Ritiri Mensili del Clero

Giov. 24 Ott. 2013 ore 9,30

Ven . 29 Nov. 2013 ore 9,30

Giov. 19 Dic. 2013 ore 9,30

Giov. 09 Gen.2014 ore 9,30

Giov. 13 Feb. 2014 ore 9,30

Giov. 13 Mar. 2014 ore 9,30

Giov. 10 Apr. 2014 ore 9,30

Giov. 08 Mag. 2014 ore 9,30



Nel consiglio presbiterale del 20 Settembre u.s. si è ravvisata l'opportunità di proseguire per i ritiri spirituali di questo anno pastorale con la riflessione sui documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, che sempre di più dobbiamo riscoprire per la nostra formazione permanente sul piano spirituale, teologico, pastorale.

L'appuntamento è nel nostro seminario vescovile con inizio alle ore 9,30.

Si raccomanda di fare in tempo utile la prenotazione per il pranzo che sarà alle ore 13(Tel.0921/926320)

Fraternamente

Il delegato ad omnia
Don Sebastiano Scelsi

“Poesie” in evidenza



Se tu volessi, Signore..

Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall' abisso.
Ma tu resti, invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena (e troppo) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.

(Renzo Barsacchi)
Marinaio di Dio cit., p. 32)

La chiesa nei primi secoli

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Recensione Film

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La donna che canta,
titolo originale Incendies (Fuochi), utilizza uno dei conflitti più longevi e drammatici della storia mondiale per raccontare una storia di amore e coraggio tutta al femminile. Nawal Marwal è una donna libica che non ha conosciuto la felicità, ma ha vissuto nella sofferenza ogni attimo di vita. L'amore, la maternità e l'affetto familiare sono stati per lei fonte di immenso dolore e le sono stati strappati con violenza dalle braccia, distruggendo ogni spiraglio di felicità. I suoi grandi occhi densi di rabbia e il suo sguardo inflessibile sono i veri narratori della storia, perché capaci di descrivere il vissuto di una donna tanto satura di emozioni da non riuscire più a provarne. Nawal non ha più nulla da perdere e il suo spirito trabocca vendetta. Il suo coraggio la spinge a compiere un gesto forte che la porterà a vivere in simultanea l'antitetico ruolo di eroina e di traditrice. La sua forza d'animo la esorta a non piegarsi davanti alla brutalità militare dei suoi custodi. La sua sofferenza si erge come una bandiera a rappresentare un popolo vittima della paura, incapace di reagire perché troppo legato alla tradizione. Il suo canto è un inno al coraggio

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Des Hommes et des Dieux ,
premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria,è un film dove emerge la pluralità, non si fa leva su un unico credo. Lo spettatore viene portato dentro gli animi di chi vive la propria religiosità senza confini, accogliendo e amando il prossimo, senza differenze. Xavier Beauvois porta sul grande schermo la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996; ancora oggi non è stata fatta completa luce sulla vicenda: all’inizio l’eccidio fu rivendicato dalla Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mirava a rovesciare il governo, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino, nel quadro di una strategia della tensione o di un “errore”.
Di fronte allo scorrere delle immagini, e della vicenda, ragioniamo su cosa significa credere in un Dio, su cosa significa essere religiosi, su cosa vuol dire mettere la propria vita al servizio del prossimo, mossi da una vocazione; vocazione che sembra vacillare di fronte alle crudeltà della vita, ma che allo stesso tempo riporta sui giusti binari, spinge al pensiero; è solo dopo matura riflessione che si decide di continuare a camminare verso un’unica direzione. Si decide di andare avanti, di incontrare l’altro, l’apparentemente diverso, e di morire. Ci troviamo di fronte a una visione critica della spiritualità. Perché si tratta più di spiritualità che di Dio nel nel film di Beauvois; spiritualità che porta a fare delle scelte solo apparentemente incoscienti, spiritualità che porta ad essere pluralisti. Spiritualità che porta anche a morire, a morire per incontrare l’altro, in un paradosso etico. Immensamente morale. Ma qui si parla non di finta moralità, bensì di qualcosa di ben più elevato: si parla di connubio, di unione, di andare con l’altro, anche se diverso, uguale e fratello, anche nella morte, anche se ci porta al martirio. A morire è l’umanità, e allora la morte assume un carattere sacro. Torna l’ultima cena (la scena dei monaci riuniti attorno al tavolo con la colonna sonora della Morte del Cigno, tratta da Il lago dei Cigni di Cajkovskij, è davvero toccante) e tutto si fa unico: i monaci, il monastero, il villaggio, i soldati. Tutto si unisce, in un finale tragico quanto straordinario.
( di seguito il PPT con le foto originale dei martiri )
Nelle diapositive Sono stati associati, ai “sette dormienti di Efeso”, martiri cristiani murati in una grotta e che sarebbero risuscitati circa due secoli dopo. Quello che è interessante è che sono venerati sia dai cristiani che dai musulmani (ne parla il Corano).

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Il rosso e il Blu
Il tirante che trascina il film nella sua (solo apparente) esilità, è la volontà di incontrarsi che a volte salva gli esseri umani dall’apatia. In questa lotta per la sopravvivenza (mentale, ma non solo) a volte si è nobili, a volte patetici, a vote ridicoli. E il film, questi registri, li padroneggia tutti

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Dalla fecondazione ai primi anni di vita: biologia, epigenetica, eugenetica,etica. – Incontro Medici Cattolici a Polizzi Generosa.

Associazione medici cattolici copiaL’Associazione dei Medici Cattolici della nostra Diocesi di Cefalù ha tenuto un incontro di formazione culturale venerdì 4 aprile u.s. a Polizzi Generosa presso la sala parrocchiale della Chiesa Madre, sulla tematica: “Dalla fecondazione ai primi anni di vita: biologia, epigenetica, eugenetica,etica.

     Sono intervenuti il Dott. Antonio Sorrentino, già primario di ginecologia dell’Ospedale di Petralia Sottana, il Dott. Salvino Leone, ginecologo all’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo e Docente di bioetica alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, il Dott. Vincenzo Antona, docente all’Università di Palermo.

Ha introdotto i lavori il Dott. Giuseppe Intrivici, Presidente dell’Associazione.

Nuovo assetto delle cariche associative dell’Azione Cattolica Diocesana

Il camminoACI sinodale dell’ultimo anno del triennio porta l’azione cattolica al rinnovo di tutte le cariche dal livello parrocchiale a quello nazionale.

Nella nostra diocesi l’assemblea elettiva si è svolta a Cefalù, hotel le sabbie d’oro, il 23 febbraio 2014 e dalla terna eletta S.E. Mons. vescovo ha scelto il nuovo presidente diocesano nella persona di Giuseppe La Tona della comunità parrocchiale di Bompietro.

Contestualmente si sono dimessi gli assistenti per raggiunti limiti di mandato, mons. Casamento, don Giuseppe Murè e don Calogero Cerami.

Proprio ieri, 15 marzo 2014, il primo consiglio diocesano del nuovo triennio durante il quale sono state elette le altre cariche associative diocesane:

Ritiro di Quaresima a Lascari

locandina ritiro di quaresima mCarissimi,

con il solenne rito dell’imposizione delle ceneri abbiamo iniziato il tempo forte della Quaresima. Papa Francesco nel messaggio inviato alla Chiesa intera ci esorta a riflettere sul tema della povertà:

La povertà di Cristo che ci arricchisce è il suo farsi carne, il suo prendere su di sé le nostre debolezze, i nostri peccati, comunicandoci la misericordia infinita di Dio.

La povertà di Cristo è la più grande ricchezza: Gesù è ricco della sua sconfinata fiducia in Dio Padre, dell’affidarsi a Lui in ogni momento, cercando sempre e solo la sua volontà e la sua gloria.

9 Marzo: preghiamo per l’Ucraina.

ucraina mLa Quaresima è tempo di preghiera, di una preghiera più intensa, più prolungata, più assidua, più capace di farsi carico delle necessità dei fratelli”, ha ricordato il Santo Padre nella celebrazione delle ceneri che mercoledì ha aperto la Quaresima; è tempo di una “preghiera di intercessione, per intercedere davanti a Dio per tante situazioni di povertà e di sofferenza”.

Quaresima. – Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

ProdigoRiflessioni di Enzo Bianchi : Avvenire, 23 febbraio 2014

( Nella riflessione molti i riferimenti al Messaggio di Papa Francesco per la quaresima 2014, scaricabile alla fine della riflessione)

Si avvicina il tempo della quaresima, tempo dei quaranta giorni precedenti la Pasqua, tempo da viversi come penitenziale, impegnati nel rinnovamento della conversione, tempo che la chiesa vive e celebra dalla metà del IV secolo d.C.

Quando il Papa ritornò “solo” un uomo.

papi( Da  ” la Stampa” 11 febbraio 2014 di ENZO BIANCHI )

Un anno fa «un fulmine a ciel sereno», come disse il cardinal Sodano, raggiunse la chiesa cattolica, impreparata a vivere una situazione inedita da molti secoli: un vescovo emerito di Roma vivente sotto un nuovo pontificato.

Cosa aveva condotto Benedetto XVI a compiere il gesto delle dimissioni?

La situazione di conflittualità, di scandali nella curia romana stimolava ancor di più le domande che assumevano anche contorni inquieti.

Laboratorio di formazione politica.

labo jpL’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Cefalù raccogliendo l’invito del Vescovo Vincenzo, ritenendo utile e preziosa l’esperienza conclusasi a giugno con una trentina di partecipanti assidui e le esigenze degli amministratori locali, ha fatto la scelta di continuare   il cammino con il II° Laboratorio di formazione all’impegno sociale e politico con la collaborazione degli uffici diocesani della Cultura, della Scuola, della Catechesi, delle Comunicazioni Sociali, della Pastorale Giovanile, l’Ufficio Missionario e con il particolare contributo dell’Istituto  di Formazione Politica “Pedro Arrupe” di Palermo.

02 Febbraio 2014 – XXII° Giornata Mondiale del Malato

Giornata malatoCarissimi Pace!

Quest’anno la Consulta Nazionale di Pastorale Sanitaria ci invita a riflettere sul tema della Giornata Mondiale del Malato proposto dal Santo Padre: Fede e carità - ” … anche noi  dobbiamo dare la vita per i fratelli”  (1 Gv 3,16)

Parole antiche, ma sempre attuali, quelle di Gesù che alle volte anche noi corriamo il rischio di dare per scontato, di “sapere già”! Ma tutti sappiamo l’attualità della Parola di Dio che interpella la nostra sensibilità e ci richiama ad un impegno sempre più autentico e decisivo per rendere credibile ogni nostra azione pastorale.

Festa della pace 2014. ” C’è in gioco la pace”

mese paceil Mese della Pace è da poco iniziato e ci apprestiamo a viverlo con i nostri ragazzi, partendo proprio dallo slogan “E’ TUTTO IN REGOLA?“.

È lo slogan, infatti, che ci richiama l’importanza che hanno le regole nel nostro “giocare” insieme; sono proprio le regole che rendono più viva ed autentica la partecipazione di ciascuno e, grazie ad esse, l’obiettivo comune diventa condiviso, non riguarda solo il singolo ma tutti; sono proprio le regole a dare la consapevolezza della libertà di ciascuno, dove esse diventano risorsa per stare insieme.

Articoli in evidenza

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Sussidi Quaresima

Da qualche giorno è online il sussidio per la Quaresima 2014, preparato dall’Ufficio liturgico della CEI.

Ormai da qualche anno il sussidio viene diffuso esclusivamente in tale modalità e non più su carta.

(Clik sul banner che segue per collegarsi al sito della Chiesa Cattolica dove sono presenti i vari sussidi.

Indicazioni pastorali 2013

Clik sull'icona per aprile il file.

Concerti nelle chiese

Reverendissimi Confratelli, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, come e noto, in data 5 novembre 1987 ha emanato un documento, "Concerti nelle Chiese", attraverso cui offriva a tutta la Chiesa alcune riflessioni circa la musica sacra, la musica religiosa, la consuetudine di ospitare concerti nei luoghi di culto, gli strumenti musicali... riflessioni corredate da una serie di disposizioni pratiche generali con l'invito alle singole Diocesi o Regioni Ecclesiastiche a calarle nel loro contesto con la redazione di un regolamento ad hoc.

Click sull'icona che segue per aprire o scaricare il regolamento in formato PDF

In evidenza dai quotidiani




La più bella storia mai raccontata

Perché da duemila anni cristiani e non cristiani sentono il bisogno di raccontare o di riascoltare la storia di Gesù di Nazaret? Perché questa singolarità di Gesù tra i grandi maestri iniziatori delle vie religiose? La risposta potrebbe essere semplice: la sua singolarità di uomo-Dio attira certamente i credenti che diventano suoi discepoli, e la sua umanità così autentica ed esemplare intriga anche uomini e donne che non sono attratti da vie religiose. Mi sento di poter dire che quanti sono impegnati a cercare Dio (quaerere Deum) e quanti cercano l’uomo (quaerere hominem) si sentono attirati da Gesù Cristo.

Gesù non ha scritto nulla, ma altri hanno scritto di lui, hanno tentato dei ritratti, lo hanno narrato, e così ne hanno tramandato la storia: una narrazione plurale, che ha colto aspetti e accenti diversi nelle sue parole, che ha dato diverse interpretazioni delle sue azioni.

Si pensi ai quattro vangeli, agli scritti del Nuovo Testamento, ma poi a tanti altri tentativi, non ritenuti autentici dalla chiesa ma che rappresentano comunque narrazioni “altre” di Gesù. Anche perché Gesù di fatto ha chiesto a chi voleva seguirlo di diventare lui stesso, con la propria vita, un suo narratore, capace di portare la buona notizia del Vangelo tra gli uomini: con la sua parola e la sua vita Gesù ha voluto narrare Dio agli uomini (exeghésato: Gv 1,18), e ogni suo discepolo cerca lui pure di narrare agli altri la vita di Gesù. Narrazioni senza fine!

Ma la figura di Gesù e i testi dei vangeli hanno sollecitato e sollecitano, ieri e oggi, letterati, artisti, registi anche dichiaratamente non cristiani. Perché? Se vi può essere un elemento di interesse a motivo di un mercato “religioso” che vende, vi sono però anche riletture e riscritture della figura di Gesù di alto spessore letterario e artistico (come dimenticare Il vangelo secondo Matteo di Pasolini?), che richiedono ben altra spiegazione.

Mi pare che spesso esse si insinuano nella distanza, a volte sentita come abissale, esistente tra il Gesù dei vangeli e la presentazione che per secoli ne è stata fatta in ambito ecclesiastico, per interessi dottrinali, teologici, morali, pedagogici. Spesso si coglie in queste riscritture una simpatia per Gesù e una denuncia dell’“addomesticamento” che di lui è stato fatto. Queste riletture non a caso oggi valorizzano la dimensione umana che per secoli a Gesù è stata negata a favore della sua qualità divina.

Si rilegge e si racconta di nuovo la vicenda di Gesù perché in essa si percepisce la presenza di un’umanità vera, profonda, semplice, praticabile: abbiamo bisogno di una nuova grammatica dell’umano, di riscoprire l’umano, di reimparare l’abc delle relazioni umane e delle pratiche di umanità. E la figura di Gesù, anche quando è rinarrata in maniera molto distante dal testo evangelico, appare come simbolo di umanità e di senso, appare indicatrice di una via che coglie l’essenziale dell’esistenza e aiuta a orientarsi nella vita.

In quest’opera di riattualizzazione della figura di Gesù viene paradossalmente e forse inconsapevolmente rimessa in valore l’originale dimensione della Bibbia, del Vangelo come specchio: specchio dell’umano che consente a chi vi si riflette di passare dal riflesso alla riflessione. In ogni secolo si è dipinto Gesù con i vestiti dell’epoca, attuando un’appropriazione del personaggio, una sorta di sua annessione alla contemporaneità.

È probabile che il recentissimo film Son of God presenti tratti molto discutibili sul piano storico o teologico; può darsi che in esso abbondino elementi banalizzanti; può darsi che l’industria editoriale e quella cinematografica vedano in Gesù un marchio che rende e poco più. Ma il fatto che si continui a ritornare a questa figura è indicativo di una sete che l’uomo, nonostante tutto, non riesce a placare ad altre fonti.

È il segno di un bisogno di verità, di umanità, di servizio agli altri, di amore, tratti che caratterizzano il fascino e la simpatia suscitati universalmente e trasversalmente, tra cristiani e non cristiani, dalla figura di papa Francesco. È anche vero che su Gesù si sono fatte e si fanno molte proiezioni, a seconda delle stagioni culturali, e così viene ideologizzato di volta in volta come un Gesù hippy, un Gesù rivoluzionario, un Gesù guru, e significativamente oggi addirittura come un Gesù culinarius, esperto di cucina. Ma questi sono dei Gesù manufatti per il nostro consumo, non è il Gesù dei vangeli!

Secondo i vangeli Gesù un giorno ha chiesto ai suoi discepoli: “Chi dite che io sia?”. A quella domanda gli uomini e le donne di oggi tentano e ritentano di rispondere con passione, mai con indifferenza. Oggi Dio interessa poco le nuove generazioni, la chiesa può anche sembrare un ostacolo alla fede: ma Gesù Cristo continua a intrigare e ad affascinare.

(Enzo Bianchi - La Republica
16 Marzo 2014)

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Apertura Anno della Fede

Il 20 Ottobre 2012, in una Cattedrale stracolma si è aperto l'anno della fede nella nostra diocesi con l'esposizione e la presentazione dell'immagine del Cristo Pantocratore da parte di Mons. Crispino Valenziano ( cliccando sull'icona è possbile aprire o scaricare il testo della lettera pastorale del nostro Vescovo)



P. Valenziano: Pantocratore

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Cerca nella Bibbia

Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Papa Francesco



“ La voce del silenzio”
di Massimo Gramellini

È timido, è semplice, è piemontese, anche se parla come Maradona. Chissà se gli basterà essersi chiamato Francesco per seppellire la pompa della Chiesa e la società dei consumi, entrambe degenerate a livelli insostenibili. Di sicuro uno che al suo primo affaccio dal balcone si mette in ginocchio e riesce a fare tacere per quasi mezzo minuto la folla di Roma può essere capace di qualsiasi impresa. Mezzo minuto di silenzio, cioè di spiritualità, qualcosa di molto più ampio della religiosità.
Le parole trasmettono emozioni e pensieri. Il silenzio, sentimenti. Erano anni che lo aspettavamo. Anni orribili di applausi ai funerali e di minuti di silenzio inquinati da coretti da stadio non solo negli stadi. Questo terrore di entrare in contatto con se stessi, contrabbandato per empatia ed espansività. Questo bisogno di buttare sempre tutto fuori, per paura di sentire che cosa c’è dentro, fra la pancia e la testa. Il cuore.

Il gesuita Francesco ha mandato nel mondo il suono dimenticato del silenzio. Per trentadue secondi: in televisione un’eternità. Sarebbe bastato che dalla piazza partisse un «viva» o un «daje» per rovinare tutto. E invece una Roma improvvisamente e miracolosamente afona non gli ha sporcato il primo e fondamentale discorso a bocca chiusa. Ora il suo cammino può cominciare, nonostante le difficoltà del caso. Lui è abituato a girare in metropolitana, ma muoversi coi mezzi a Roma risulta piuttosto complicato. Le strade sono piene di buche, in Curia anche di burroni.

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