...Comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. [Liturgia XVI DOM T.O.[II Lettura]( B) ( Ef. 4,1b+)]

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50 anni fa, il 7 marzo 1965, Paolo VI si recava nella parrocchia romana di Ognissanti per celebrare per la prima volta la Messa in italiano e con l’altare rivolto verso i fedeli, secondo le norme liturgiche stabilite dal Concilio Vaticano II.
Per commemorare l’anniversario, il Papa presiede alle 18.00 una celebrazione eucaristica nella stessa chiesa


Libri da segnalare


In edicola " la necessità urgente di parlare"
Carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti


Il carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti si snoda per oltre quarant’anni – dai primi anni ’50 a metà degli anni ’90 del Novecento – e testimonia l’evolversi del rapporto tra l’inquieto e profondo sacerdote pisano e uno dei protagonisti più originali della vita politica, istituzionale e religiosa del Novecento italiano. Dalle lettere emergono i problemi che attraversano le loro vite, la storia del paese e le vicende della Chiesa italiana: domande sull’autenticità e sulla fedeltà alle proprie scelte, sulle difficoltà di relazione con la Chiesa degli anni ’50, sui possibili modi di essere cristiani nel tempo e nella storia, sui profondi bisogni di rinnovamento e di riforma ecclesiale. Spesso il discorso si allarga alla ricca trama di contatti e avvenimenti in cui si inserisce il loro rapporto: la vita politica nazionale da cui Dossetti è uscito, lasciando una complessa e discussa eredità; la vivacissima Firenze degli anni ’50 e ’60, con Giorgio La Pira e molti altri; la vita locale, politica ed ecclesiale di Bologna. Anche i grandi fatti della storia internazionale sono presenti: la guerra del Vietnam, la tensione tra i due blocchi, occidentale e sovietico, le questioni mediorientali e il conflitto israelo-palestinese. Le lettere rappresentano così il racconto di due vite, attraverso cui rileggere alcune delle questioni cruciali della fede cristiana e della società italiana del secolo scorso. Questioni che, a ben vedere, giungono fino ai nostri giorni.

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Comunicato Stampa


I comunicati stampa precedenti si possono trovare nel sottomenu " Comunicati Stampa" del Menu "Vescovo"

Ritiri Mensili del Clero

16 Ottobre 2014
S. Guglielmo


Icone biblica delle Indicazioni pastorali 2014-20155 a cura di mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani.

Nel pomeriggio: Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis La fraternità presbiterale (Scheda 1).
Modera: Mons. Domenico Sideli


Chiamati: Mc 1,14-20; Evangelii gaudium 264-265


20 Novembre 2014
S. Guglielmo

Andando un poco oltre, li vide e li chiamò (Cfr. Mc 1,19-20)
a cura di don Salvatore Panzarella

Nel pomeriggio
Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Rapporto Vescovo -Presbiteri (Scheda 2).
Modera: Mons. Sebastiano Scelsi



11 Dicembre 2014
Seminario vescovile

Seguitemi (Mc 1,17)
"La testimonianza di mons. Damiano Barcellona, maestro perché discepolo."
a cura di mons. Paolo Iovino



Dicembre 2014
Seminario vescovile

Assemblea di clero
Consacrati: Mc l , 35-39; Evangelii gaudium 266


8 Gennaio 2015
S. Guglielmo

Tutti ti cercano (Mc 1,37)
L'esperienza di padre Placido Rivilli, OFM Fondatore del Movimento Presenza del Vangelo.
a cura di padre Salvatore Vacca, OFCapp

Nel pomeriggio Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Presbiteri e laici (Scheda 4).
Modera: Dott.ssa Paola Geraci



12 Febbraio 2015
S. Guglielmo

Andiamocene altrove per predicare anche là (Mc 1,38).
a cura di Mons. Salvatore Genchi, Vicario Generale della Diocesi di Catania

Nel pomeriggio Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Presbitero e Presbiterio (Scheda 3).
A cura dei giovani preti Inviati: Mc 6, 6b-13; Evangelii gaudium 267



12 Marzo 2015
S. Guglielmo

Incominciò a inviarli (Mc 6,7)
a cura di don Nello Dell'Agli, presbitero della "Fraternità di Nazareth"



Marzo 2015 -
Seminario Vescovile

Assemblea di clero:
Il diaconato nella nostra Chiesa a 1O anni dalla ordinazione dei primi diaconi



9 Aprile 2015
S. Guglielmo

Essi partirono predicando che si convertissero (Mc 6,12).

Il ministero missionario del beato Pino Puglisi, presbitero e martire.
A cura di don Massimo Naro, presbitero della Diocesi di Caltanissetta

Nel pomeriggio
Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis I munera presbiterali (Scheda 5).
Modera: Mons. Giuseppe Vacca



26 maggio 2015 -
Giornata mariana sacerdotale regionale

“Poesie” in evidenza



Se tu volessi, Signore..

Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall' abisso.
Ma tu resti, invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena (e troppo) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.

(Renzo Barsacchi)
Marinaio di Dio cit., p. 32)

La chiesa nei primi secoli

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Video inediti Frère Roger
Tutti siamo alla ricerca Titolo video
Quando un essere umano viene compreso La benevolenza costruisce in voi
Nato da una donna La bellezza di una chiamata
Quando un essere umano viene compreso Laviolenza che è in ognuno
La bellezza d’ascoltare Liberi all’immagine di Dio
Tutti siamo alla ricerca Non Temere

Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, a " Che tempo che fa" - Intervista " particolare" a Mons. Bettazzi sul concilio Vaticano II
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Hans Küng a " Che tempo che fa" YouTube YouTube

Recensione Film

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La donna che canta,
titolo originale Incendies (Fuochi), utilizza uno dei conflitti più longevi e drammatici della storia mondiale per raccontare una storia di amore e coraggio tutta al femminile. Nawal Marwal è una donna libica che non ha conosciuto la felicità, ma ha vissuto nella sofferenza ogni attimo di vita. L'amore, la maternità e l'affetto familiare sono stati per lei fonte di immenso dolore e le sono stati strappati con violenza dalle braccia, distruggendo ogni spiraglio di felicità. I suoi grandi occhi densi di rabbia e il suo sguardo inflessibile sono i veri narratori della storia, perché capaci di descrivere il vissuto di una donna tanto satura di emozioni da non riuscire più a provarne. Nawal non ha più nulla da perdere e il suo spirito trabocca vendetta. Il suo coraggio la spinge a compiere un gesto forte che la porterà a vivere in simultanea l'antitetico ruolo di eroina e di traditrice. La sua forza d'animo la esorta a non piegarsi davanti alla brutalità militare dei suoi custodi. La sua sofferenza si erge come una bandiera a rappresentare un popolo vittima della paura, incapace di reagire perché troppo legato alla tradizione. Il suo canto è un inno al coraggio

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Des Hommes et des Dieux ,
premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria,è un film dove emerge la pluralità, non si fa leva su un unico credo. Lo spettatore viene portato dentro gli animi di chi vive la propria religiosità senza confini, accogliendo e amando il prossimo, senza differenze. Xavier Beauvois porta sul grande schermo la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996; ancora oggi non è stata fatta completa luce sulla vicenda: all’inizio l’eccidio fu rivendicato dalla Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mirava a rovesciare il governo, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino, nel quadro di una strategia della tensione o di un “errore”.
Di fronte allo scorrere delle immagini, e della vicenda, ragioniamo su cosa significa credere in un Dio, su cosa significa essere religiosi, su cosa vuol dire mettere la propria vita al servizio del prossimo, mossi da una vocazione; vocazione che sembra vacillare di fronte alle crudeltà della vita, ma che allo stesso tempo riporta sui giusti binari, spinge al pensiero; è solo dopo matura riflessione che si decide di continuare a camminare verso un’unica direzione. Si decide di andare avanti, di incontrare l’altro, l’apparentemente diverso, e di morire. Ci troviamo di fronte a una visione critica della spiritualità. Perché si tratta più di spiritualità che di Dio nel nel film di Beauvois; spiritualità che porta a fare delle scelte solo apparentemente incoscienti, spiritualità che porta ad essere pluralisti. Spiritualità che porta anche a morire, a morire per incontrare l’altro, in un paradosso etico. Immensamente morale. Ma qui si parla non di finta moralità, bensì di qualcosa di ben più elevato: si parla di connubio, di unione, di andare con l’altro, anche se diverso, uguale e fratello, anche nella morte, anche se ci porta al martirio. A morire è l’umanità, e allora la morte assume un carattere sacro. Torna l’ultima cena (la scena dei monaci riuniti attorno al tavolo con la colonna sonora della Morte del Cigno, tratta da Il lago dei Cigni di Cajkovskij, è davvero toccante) e tutto si fa unico: i monaci, il monastero, il villaggio, i soldati. Tutto si unisce, in un finale tragico quanto straordinario.
( di seguito il PPT con le foto originale dei martiri )
Nelle diapositive Sono stati associati, ai “sette dormienti di Efeso”, martiri cristiani murati in una grotta e che sarebbero risuscitati circa due secoli dopo. Quello che è interessante è che sono venerati sia dai cristiani che dai musulmani (ne parla il Corano).

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Il rosso e il Blu
Il tirante che trascina il film nella sua (solo apparente) esilità, è la volontà di incontrarsi che a volte salva gli esseri umani dall’apatia. In questa lotta per la sopravvivenza (mentale, ma non solo) a volte si è nobili, a volte patetici, a vote ridicoli. E il film, questi registri, li padroneggia tutti

Prima Giornata Diocesana per l’identità dei Beni Culturali Ecclesiali della Diocesi di Cefalù.

www.chiesadicefalu.itLa Prima Giornata Diocesana per l’identità  dei Beni Culturali Ecclesiali  della Diocesi di Cefalù si svolgerà venerdi 31 luglio nella Cittadina normanna  e sabato 1 agosto a Collesano e Gangi.

Il tema della giornata è: La valorizzazione: dal restauro alla fruizione.


L’evento, fortemente auspicato e sostenuto dal Vescovo di Cefalù, Mons. Vincenzo Manzella, è realizzato a cura degli Uffici diocesani Liturgia, Arte per la Liturgia, Musica per la Liturgia e Sezione Beni Archivistici e Librari con la collaborazione delle parrocchie della Cattedrale  di Cefalù, San Pietro di Collesano e San Nicolò di Gangi.

Viaggio nella tenerezza nuziale per ri-innamorarsi ogni giorno

Ten nuziale ritOgni persona nasce come essere di tenerezza e attende una risposta di tenerezza … anche tu! … anche voi!

Dal 28 al 30 Agosto 2015 presso la chiesa Madre di Caccamo ” Viaggio nella tenerezza nuziale per ri-innamorarsi ogni giorno“.

Tre giorni per gli sposi con DON CARLO ROCCHETTA organizzato dalla Parrocchia San Giorgio Martire di Caccamo (PA) insieme agli uffici di pastorale familiare dell’Arcidiocesi di Palermo e della Diocesi di Cefalù.

 … Un viaggio nella tenerezza dedicato:

    •  a ogni coppia perché viva con stupore sempre nuovo e riconoscenza il viaggio della nuzialità verso Dio-Tenerezza e ne diventi un’icona vivente nella storia;

Lungo le nostre strade verso la GMG di Cracovia

Cracovia Gio r mCarissimi,

siamo lieti di invitare giovani e giovanissimi a partecipare alla prima tappa del percorso verso la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia 2016. Cercheremo di vivere questo percorso come esperienza di fede nella sua globalità.

Alla GMG andranno alcuni giovani della nostra diocesi, ma non tutti: qualcuno non potrà proprio rimandare gli esami universitari, qualcun altro non riuscirà ad avere le ferie dal lavoro. Il percorso formativo che vi proporremo non riguarda solo i giovani che andranno a Cracovia, ma riguarda tutti.

In cammino verso il Convegno Ecclesiale di Firenze

Teh GivCarissimi,

in preparazione al Convegno Ecclesiale di Firenze che si celebrerà dal 9 al 13 novembre p.v., dopo aver incontrato le confraternite e i gruppi Caritas della nostra Diocesi lo scorso 27 giugno a Gibilmanna, desideriamo invitarvi alla visione del film The Giver. Il  mondo di Jonas del regista Philip Noyce (2014) che terremo presso l’Arena Dafne di Cefalù martedì 28 luglio p.v. alle ore 20.30.

Incontro Diocesano Apostolato della Preghiera

Apost Preg mCarissimi,

l’Apostolato della Preghiera presente nelle Comunità parrocchiali della nostra Chiesa Cefaludense offre con fedeltà il suo impegno per la vita ecclesiale e per la comunione in essa.

Con questo spirito desideriamo incontrarci per rinnovare il nostro cammino, accrescere la conoscenza tra i diversi gruppi parrocchiali e programmare il tempo di grazia che il Signore ci consegna.

27-29 Agosto 2015 Caltanissetta – 3°percorso Animatori Vocazionali

Emmaus cef mCarissimi,

con entusiasmo vi invito a preparare la bisaccia per il terzo Percorso Animatori Vocazionali di fine agosto. Nella nostra bisaccia: gratitudine, accompagnamento e gioia nel servire il Signore!

“… Chi si mette in cammino alla sequela di Cristo trova la vita in abbondanza, mettendo tutto se stesso a disposizione di Dio e del suo Regno(Francesco, Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2015): questo spirito deve guidare i nostri passi nell’affrontare le odierne sfide dell’animazione vocazionale in Sicilia. “Ci prende in mezzo al popolo e ci invia al popolo” (EG 268): quale pastorale vocazionale oggi? Reclutamento o accompagnamento per suscitare risposte “ad una chiamata che attrae e rimanda oltre se stessi”?

Convegno della CEI a Campofelice di Roccella

cONV cAMP MGalantino m rCelebrato a Cefalù il convegno Cei.

La sintesi dei lavori

“Dov’è tuo fratello? (cfr Gen 4,9). Famiglia e immigrazione” è il titolo scelto dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della Famiglia, insieme con Migrantes, Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, Caritas italiana e Apostolato del mare per un convegno nazionale che si è svolto a Campofelice di Roccella, Cefalù, dal 31 maggio al 2 giungo 2015.

Incontro di formazione in preparazione del Convegno Ecclesiale di Firenze

Pro FirenzaAi Rev.mi Parroci

Ai Rev.mi Diaconi

Ai gruppi Caritas parrocchiali

Ai Governatori delle Confraternite e delle Misericordie

Loro sedi

Carissimi,

ormai a conclusione dell’anno pastorale e in preparazione al Convegno Ecclesiale di Firenze che si celebrerà dal 9 al 13 novembre p.v., desideriamo invitarvi a partecipare a un incontro di formazione che terremo sabato 27 giugno 2015 a Gibilmanna.

Lettera di Papa Francesco all’Arcivescovo di San Salvador in occasione della beatificazione di Monsignor Óscar Arnulfo Romero Galdámez

O. RomeroCaro Fratello,

La beatificazione di monsignor Óscar Arnulfo Romero Galdámez, che è stato Pastore della sua amata Arcidiocesi, è motivo di grande gioia per i salvadoregni e per noi che beneficiamo dell’esempio dei migliori figli della Chiesa. Monsignor Romero, che ha costruito la pace con la forza dell’amore, ha reso testimonianza della fede con la sua vita dedita fino all’estremo.

Il Signore non abbandona mai il suo popolo nelle difficoltà, e si mostra sempre sollecito verso i suoi bisogni. Egli vede l’oppressione, ode le grida di dolore dei suoi figli, e va in loro aiuto per liberarli dall’oppressione e per condurli in una terra nuova, fertile e spaziosa, dove «scorre latte e miele» (cfr. Es 3, 7-8).

Articoli in evidenza

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Salmodie

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Encliclica “Laudato sì”

Eventi

Prima giornata diocesana per l'identità dei beni culturali ecclesiali

( Click sulla locandina in scorrimento per ingrandire)



Programmazione pastorale

PROGRAMMAZIONE PER L’ANNO PASTORALE 2014-2015



( Cliccando sulle locandina è possibile aprire il calendario con i temi dei vari appuntamenti)



Indicazioni pastorali 2014-15

In questo box l’Agenda Pastorale 2014-2015 della Diocesi di Cefalù e le Indicazioni Pastorali del nostro Vescovo Vincenzo

( Cliccando sulle locandine in scorrimento è possibile aprire o scaricare i relativi files)





Concerti nelle chiese

Reverendissimi Confratelli, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, come e noto, in data 5 novembre 1987 ha emanato un documento, "Concerti nelle Chiese", attraverso cui offriva a tutta la Chiesa alcune riflessioni circa la musica sacra, la musica religiosa, la consuetudine di ospitare concerti nei luoghi di culto, gli strumenti musicali... riflessioni corredate da una serie di disposizioni pratiche generali con l'invito alle singole Diocesi o Regioni Ecclesiastiche a calarle nel loro contesto con la redazione di un regolamento ad hoc.

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L'undicesimo comandamento

 Giuliano Mauri, Cattedrale vegetale, Arte Sella, Borgo Valsugana (TN)

Laudato si’ è la prima enciclica interamente ascrivibile alla paternità di papa Francesco, un’enciclica dedicata all'ecologia o, meglio, come recita il sottotitolo, alla “cura della casa comune”. Su questo tema il papa intende “entrare in dialogo con tutti”, non solo con i membri della sua chiesa cattolica: Francesco si rivolge a tutti, come fece Giovanni XXIII, papa santo e profeta, con la Pacem in terris quando la emanò dedicandola “a tutti gli uomini di buona volontà”. Così delinea un parallelo tra la tragica minaccia della guerra all'inizio degli anni sessanta, “mentre il mondo vacillava sull'orlo di una crisi nucleare”, e il “deterioramento globale dell'ambiente” che stiamo provocando, “degradazione” già denunciata come “drammatica” e foriera di una possibile “catastrofe ecologica” da Paolo VI nella sua Lettera apostolica Octogesima adveniens del 1971. Ci troviamo cioè di fronte – ci suggerisce papa Francesco – a una minaccia per l'umanità paragonabile alla catastrofe nucleare: per questo il suo monito risuona particolarmente accorato e urgente.

La riflessione di papa Francesco procede con rimandi e riprese di argomenti, con un intrecciarsi di prospettive e di questioni sollevate che tuttavia si concentrano costantemente attorno ad “alcuni assi importanti” che il papa stesso si premura di elencare, temi che “non vengono mai chiusi o abbandonati, ma anzi costantemente ripresi e arricchiti”: “l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita” contraddistinto da una sobrietà non deprimente.

Se l'essere umano è relazione e se la qualità della vita e della convivenza dipende dalla qualità delle relazioni, oggi siamo sempre più consapevoli che anche il mondo che abitiamo è fatto di relazioni, connessioni, dialoghi e che la salute della terra dipende dalla sostenibilità di questi rapporti.

Anche la modalità con cui papa Francesco ha costruito l’enciclica e lo stile assunto fanno parte dell'insegnamento stesso. Francesco non è un papa autoreferenziale che citi solo il magistero suo o dei papi precedenti: certo, come in tutti i documenti pontifici c’è innanzitutto la Sacra Scrittura che risulta ispirante, ci sono i padri della Chiesa e il magistero precedente, dal concilio ai papi dell'ultimo secolo, a volte però con scelte e discriminazioni eloquenti. Ma nella Laudato si' troviamo citati anche documenti degli episcopati di tutto il mondo: dalle Americhe all’Oceania, dall’Africa del Sud all’Asia fino all’Europa. Il papa attinge dunque anche al magistero episcopale, come capo del collegio cui spetta il discernimento e la conferma nella fede. Questo metodo di “collecta” delle voci episcopali di diverse chiese, permette un magistero universale dei vescovi uniti al successore di Pietro: questo è stile conciliare e, in questa occasione si rivela “sinodale”, cioè proprio di un “camminare insieme”..

Accanto a questo respiro collegiale ci sono anche dati assolutamente nuovi e sorprendenti. È la prima volta che in un'enciclica papale vengono citati testi di cristiani appartenenti ad altre Chiese: due paragrafi presentano il pensiero e l'azione infaticabile del Patriarca ecumenico Bartholomeos, chiamato nel mondo il “patriarca verde” per la sua costante attenzione all’ecologia. Bartholomeos è un grande amico e fratello di Francesco, che condivide con lui una forte convergenza di sensibilità e “la speranza della piena comunione ecclesiale”. Ma, tra gli autori citati nell'enciclica, si deve ricordare la presenza di un filosofo, peraltro protestante, Paul Ricoeur e i numerosi rimandi a pensatori cattolici come Romano Guardini e il “sospettato” Teilhard de Chardin. Una sorpresa ancor più grande in questo senso è trovare il rimando a “un maestro spirituale, Ali-Khawwas”, mistico musulmano sufi del XV secolo.

Così l’enciclica ha un autentico respiro cattolico, ecumenico e capace di riconoscere la ricerca e la sapienza delle genti della terra. Francesco non poteva certo citare tutte le “sapienze” plurali e diverse dell’estremo oriente, ma l’inedita apertura a voci non cattoliche nel magistero alto di un’enciclica è avvenuta, segno di come oggi la chiesa di Francesco metta in pratica quella ricerca comune e quell’ascolto che il concilio aveva indicato come uno dei “segni dei tempi”.

L’enciclica è molto ampia e qui mi limiterò a sottolineare alcune novità assai significative e non immediatamente percepibili, a cominciare dal suo fondamento teologico. Papa Francesco non solo rilegge le pagine della Genesi che narrano la creazione di tutto il cosmo ad opera di Dio, ma lo fa da cristiano, attraverso il Nuovo Testamento, e comprende la creazione come opera trinitaria, ossia come opera di Dio compiuta attraverso il Figlio, la Parola, nella forza del suo compagno inseparabile, il soffio, lo Spirito. L’universo non solo è opera di Dio, ma è abitato dalla presenza di Dio, è destinato alla salvezza, alla divinizzazione. Solo in questa “sovraconoscenza” della realtà della creazione in Cristo, attraverso Cristo e in vista di Cristo è possibile comprendere la vocazione umana e la vocazione di tutto il cosmo che attende redenzione e trasfigurazione.

Questa ripresa cristiana di una teologia della creazione è abbastanza rara, per lo più sconosciuta ai credenti, eppure decisiva per poter, come dice Agostino, “adorare la terra” come sgabello della signoria di Dio. Certo, l’ebraismo e il cristianesimo hanno liberato l’uomo dall’idolatria, dall’alienazione agli elementi celesti e terrestri, hanno demitizzato la natura, ma non hanno mai cessato di guardare ad essa non come a un semplice scenario per l’uomo, ma come a una comunità di creature che Dio aveva giudicato realtà “buona e bella”, creature che l’uomo deve custodire, ordinare, proteggere perché la vita fiorisca e la convivenza sia foriera di pace e di felicità, creature in attesa della redenzione in un cielo nuovo e una terra nuova.

Ma su questo fondamento teologico papa Francesco fa emergere due esigenze che ritengo gli assi portanti dell'enciclica: consapevolezza e responsabilità. Consapevolezza della situazione-limite in cui i nostri comportamenti – individuali, collettivi, politici, economici – hanno condotto “nostra madre terra”; consapevolezza dell'irreversibilità di certi processi ormai innescati, dell'urgenza di un cambio di mentalità e di azione, della necessità di fare fronte comune per fermare il degrado e invertire la rotta. Consapevolezza, anche, della spirale perversa avviata dalla “tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l'unica soluzione dei problemi” (§ 20).

E responsabilità: verso il bene comune, innanzitutto. Verso le creazione che è stata affidata all'essere umano “perché la coltivasse e la custodisse”. Non quindi perché la dominasse da padrone assoluto, ma la gestisse da “amministratore responsabile”. Sì, leggendo Laudato si' e la convergenza di testimonianze cristiane di ogni epoca e latitudine viene da sorridere di fronte alle accuse che certi ambienti rivolgono alla tradizione ebraico-cristiana e alla chiesa, ritenendole insensibili alle problematiche ecologiche o addirittura fomentatrici della barbarie ambientale. Nel piano di Dio come lo rivela la bibbia c’è come fine da perseguire l’armonia tra umanità, animali, vegetali e cosmo intero: solo così si è anche in armonia, riconciliati con Dio.

L’enciclica non teme neppure di denunciare con forza il degrado che si è esteso dai rapporti umani a quello con la natura. Così, pur senza proporre soluzioni tecniche, offre spunti di ispirazione molto concreti per la politica e l’economia. Novità di questo messaggio papale è l’aver saputo coniugare il tema della giustizia sociale con il tema dell’ecologia, finora trattati in modo separato. Questa conversione di approccio operata da Francesco mostra come la cura dell’umanità che abbisogna di liberazione dall’oppressione, dall’ingiustizia, dalla violenza, interseca sempre il rispetto della terra, del lavoro dell’uomo e della sua “cultura”, della salvaguardia del creato. E pazienza se tutto questo può infastidire coloro per i quali, come dice papa Francesco, “la vita umana pesa meno di petrolio e armi”.

Il testo di Francesco è ricco di tematiche e di ispirazioni, è un grande dono fatto alla chiesa e all’umanità tutta, un dono che rilancia l’anelito all’uguaglianza e alla fraternità, oscurate dal prevalere di un concetto individualista di libertà. Ma è anche un dono fatto alla terra, una risposta dell’accorata supplica che Alano di Lilla, monaco del XII secolo, aveva messo in bocca alla terra: “Uomo, ascolta! Perché offendi me, tua madre? Perché fai violenza a me che ti ho partorito dalle mie viscere? Perché mi violenti con l’aratro, per farmi rendere il centuplo? Non ti bastano le cose che ti do, senza che tu le estragga con la violenza?”. Il messaggio di Francesco è urgente e chiaro: per salvarci, noi umani dobbiamo salvarci assieme alla terra. Da anni ripeto a me stesso un comandamento che accosto a quelli biblici: “Ama la terra come te stesso!”.

(Enzo Bianchi - La Repubblica
19 Giugno 2015)

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(es. Mt 28,1-20):
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