Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. [Liturgia V Domenica di Pasqua( B) (Gv. 15,5b+)]

Utenti collegati

Totale visite

Notizie in evidenza



50 anni fa, il 7 marzo 1965, Paolo VI si recava nella parrocchia romana di Ognissanti per celebrare per la prima volta la Messa in italiano e con l’altare rivolto verso i fedeli, secondo le norme liturgiche stabilite dal Concilio Vaticano II.
Per commemorare l’anniversario, il Papa presiede alle 18.00 una celebrazione eucaristica nella stessa chiesa


Libri da segnalare


In edicola " la necessità urgente di parlare"
Carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti


Il carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti si snoda per oltre quarant’anni – dai primi anni ’50 a metà degli anni ’90 del Novecento – e testimonia l’evolversi del rapporto tra l’inquieto e profondo sacerdote pisano e uno dei protagonisti più originali della vita politica, istituzionale e religiosa del Novecento italiano. Dalle lettere emergono i problemi che attraversano le loro vite, la storia del paese e le vicende della Chiesa italiana: domande sull’autenticità e sulla fedeltà alle proprie scelte, sulle difficoltà di relazione con la Chiesa degli anni ’50, sui possibili modi di essere cristiani nel tempo e nella storia, sui profondi bisogni di rinnovamento e di riforma ecclesiale. Spesso il discorso si allarga alla ricca trama di contatti e avvenimenti in cui si inserisce il loro rapporto: la vita politica nazionale da cui Dossetti è uscito, lasciando una complessa e discussa eredità; la vivacissima Firenze degli anni ’50 e ’60, con Giorgio La Pira e molti altri; la vita locale, politica ed ecclesiale di Bologna. Anche i grandi fatti della storia internazionale sono presenti: la guerra del Vietnam, la tensione tra i due blocchi, occidentale e sovietico, le questioni mediorientali e il conflitto israelo-palestinese. Le lettere rappresentano così il racconto di due vite, attraverso cui rileggere alcune delle questioni cruciali della fede cristiana e della società italiana del secolo scorso. Questioni che, a ben vedere, giungono fino ai nostri giorni.

(Click sulla immagine che scorre per ingrandire la copertina)

Comunicato Stampa


I comunicati stampa precedenti si possono trovare nel sottomenu " Comunicati Stampa" del Menu "Vescovo"

Ritiri Mensili del Clero

16 Ottobre 2014
S. Guglielmo


Icone biblica delle Indicazioni pastorali 2014-20155 a cura di mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani.

Nel pomeriggio: Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis La fraternità presbiterale (Scheda 1).
Modera: Mons. Domenico Sideli


Chiamati: Mc 1,14-20; Evangelii gaudium 264-265


20 Novembre 2014
S. Guglielmo

Andando un poco oltre, li vide e li chiamò (Cfr. Mc 1,19-20)
a cura di don Salvatore Panzarella

Nel pomeriggio
Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Rapporto Vescovo -Presbiteri (Scheda 2).
Modera: Mons. Sebastiano Scelsi



11 Dicembre 2014
Seminario vescovile

Seguitemi (Mc 1,17)
"La testimonianza di mons. Damiano Barcellona, maestro perché discepolo."
a cura di mons. Paolo Iovino



Dicembre 2014
Seminario vescovile

Assemblea di clero
Consacrati: Mc l , 35-39; Evangelii gaudium 266


8 Gennaio 2015
S. Guglielmo

Tutti ti cercano (Mc 1,37)
L'esperienza di padre Placido Rivilli, OFM Fondatore del Movimento Presenza del Vangelo.
a cura di padre Salvatore Vacca, OFCapp

Nel pomeriggio Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Presbiteri e laici (Scheda 4).
Modera: Dott.ssa Paola Geraci



12 Febbraio 2015
S. Guglielmo

Andiamocene altrove per predicare anche là (Mc 1,38).
a cura di Mons. Salvatore Genchi, Vicario Generale della Diocesi di Catania

Nel pomeriggio Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis Presbitero e Presbiterio (Scheda 3).
A cura dei giovani preti Inviati: Mc 6, 6b-13; Evangelii gaudium 267



12 Marzo 2015
S. Guglielmo

Incominciò a inviarli (Mc 6,7)
a cura di don Nello Dell'Agli, presbitero della "Fraternità di Nazareth"



Marzo 2015 -
Seminario Vescovile

Assemblea di clero:
Il diaconato nella nostra Chiesa a 1O anni dalla ordinazione dei primi diaconi



9 Aprile 2015
S. Guglielmo

Essi partirono predicando che si convertissero (Mc 6,12).

Il ministero missionario del beato Pino Puglisi, presbitero e martire.
A cura di don Massimo Naro, presbitero della Diocesi di Caltanissetta

Nel pomeriggio
Laboratorio di studio e approfondimento sulla Presbyterorum ordinis I munera presbiterali (Scheda 5).
Modera: Mons. Giuseppe Vacca



26 maggio 2015 -
Giornata mariana sacerdotale regionale

“Poesie” in evidenza



Se tu volessi, Signore..

Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall' abisso.
Ma tu resti, invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena (e troppo) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.

(Renzo Barsacchi)
Marinaio di Dio cit., p. 32)

La chiesa nei primi secoli

Clck sull'icona per aprire il documento











































Galleria Video

Clck sull'icona per aprire il video

Video Diocesani

YouTube YouTube
YouTube YouTube

Altri video
Video inediti Frère Roger
Tutti siamo alla ricerca Titolo video
Quando un essere umano viene compreso La benevolenza costruisce in voi
Nato da una donna La bellezza di una chiamata
Quando un essere umano viene compreso Laviolenza che è in ognuno
La bellezza d’ascoltare Liberi all’immagine di Dio
Tutti siamo alla ricerca Non Temere

Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, a " Che tempo che fa" - Intervista " particolare" a Mons. Bettazzi sul concilio Vaticano II
YouTube YouTube

Hans Küng a " Che tempo che fa" YouTube YouTube

Recensione Film

Clck sull'icona per aprire il trailer del film

YouTube
La donna che canta,
titolo originale Incendies (Fuochi), utilizza uno dei conflitti più longevi e drammatici della storia mondiale per raccontare una storia di amore e coraggio tutta al femminile. Nawal Marwal è una donna libica che non ha conosciuto la felicità, ma ha vissuto nella sofferenza ogni attimo di vita. L'amore, la maternità e l'affetto familiare sono stati per lei fonte di immenso dolore e le sono stati strappati con violenza dalle braccia, distruggendo ogni spiraglio di felicità. I suoi grandi occhi densi di rabbia e il suo sguardo inflessibile sono i veri narratori della storia, perché capaci di descrivere il vissuto di una donna tanto satura di emozioni da non riuscire più a provarne. Nawal non ha più nulla da perdere e il suo spirito trabocca vendetta. Il suo coraggio la spinge a compiere un gesto forte che la porterà a vivere in simultanea l'antitetico ruolo di eroina e di traditrice. La sua forza d'animo la esorta a non piegarsi davanti alla brutalità militare dei suoi custodi. La sua sofferenza si erge come una bandiera a rappresentare un popolo vittima della paura, incapace di reagire perché troppo legato alla tradizione. Il suo canto è un inno al coraggio

YouTube
Des Hommes et des Dieux ,
premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria,è un film dove emerge la pluralità, non si fa leva su un unico credo. Lo spettatore viene portato dentro gli animi di chi vive la propria religiosità senza confini, accogliendo e amando il prossimo, senza differenze. Xavier Beauvois porta sul grande schermo la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996; ancora oggi non è stata fatta completa luce sulla vicenda: all’inizio l’eccidio fu rivendicato dalla Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mirava a rovesciare il governo, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino, nel quadro di una strategia della tensione o di un “errore”.
Di fronte allo scorrere delle immagini, e della vicenda, ragioniamo su cosa significa credere in un Dio, su cosa significa essere religiosi, su cosa vuol dire mettere la propria vita al servizio del prossimo, mossi da una vocazione; vocazione che sembra vacillare di fronte alle crudeltà della vita, ma che allo stesso tempo riporta sui giusti binari, spinge al pensiero; è solo dopo matura riflessione che si decide di continuare a camminare verso un’unica direzione. Si decide di andare avanti, di incontrare l’altro, l’apparentemente diverso, e di morire. Ci troviamo di fronte a una visione critica della spiritualità. Perché si tratta più di spiritualità che di Dio nel nel film di Beauvois; spiritualità che porta a fare delle scelte solo apparentemente incoscienti, spiritualità che porta ad essere pluralisti. Spiritualità che porta anche a morire, a morire per incontrare l’altro, in un paradosso etico. Immensamente morale. Ma qui si parla non di finta moralità, bensì di qualcosa di ben più elevato: si parla di connubio, di unione, di andare con l’altro, anche se diverso, uguale e fratello, anche nella morte, anche se ci porta al martirio. A morire è l’umanità, e allora la morte assume un carattere sacro. Torna l’ultima cena (la scena dei monaci riuniti attorno al tavolo con la colonna sonora della Morte del Cigno, tratta da Il lago dei Cigni di Cajkovskij, è davvero toccante) e tutto si fa unico: i monaci, il monastero, il villaggio, i soldati. Tutto si unisce, in un finale tragico quanto straordinario.
( di seguito il PPT con le foto originale dei martiri )
Nelle diapositive Sono stati associati, ai “sette dormienti di Efeso”, martiri cristiani murati in una grotta e che sarebbero risuscitati circa due secoli dopo. Quello che è interessante è che sono venerati sia dai cristiani che dai musulmani (ne parla il Corano).

YouTube
Il rosso e il Blu
Il tirante che trascina il film nella sua (solo apparente) esilità, è la volontà di incontrarsi che a volte salva gli esseri umani dall’apatia. In questa lotta per la sopravvivenza (mentale, ma non solo) a volte si è nobili, a volte patetici, a vote ridicoli. E il film, questi registri, li padroneggia tutti

AVVISI

1 Maggio: Festa del lavoro – Il lavoro contiene il mistero della dignità umana che è sacra, che è santa

Festa del lavorPaglia mPermettetemi questa sera, vigilia del 1° Maggio, una breve riflessione sul lavoro.

Come tutti sappiamo domani, in ogni parte del mondo, si celebra la festa dei lavoratori. Ed è una festa laica, ma anche religiosa perché c’è un mistero nel lavoro, che non va banalizzato.

Dov’è tuo fratello? Famiglia e immigrazione – Settimana Estiva/Convegno Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana

CEi ConegnoCarissimi, 

vi inviamo il materiale informativo sul prossimo Convegno nazionale che quest’anno avremo il piacere di ospitare nella nostra Diocesi a Campofelice di Roccella.

 Vi invitiamo quindi a partecipare voi stessi e a sollecitare la partecipazione delle tante famiglie che sono state affidate alla vostra cura pastorale, a questo importante evento che darà la possibilità, a tantissime famiglie provenienti da tutte le parti d’Italia, di confrontarsi su un argomento di grande interesse ed attualità: “Dov’è tuo fratello? Famiglia e immigrazione”. 

Raduno dei cori parrocchiali e di tutti coloro che svolgono il ministero di animatore del canto liturgico..

Canti liturgiciReverendissimi Confratelli, carissimi Operatori del canto nella liturgia,

come programmato nel calendario pastorale diocesano, venerdi 10 aprile p.v. alle ore 16,00, ci ritroveremo a Gangi presso la Chiesa Madre S. Nicola, per vivere it ritiro spirituale per it tempo di Pasqua con tutti gli Operatori pastorali.

Con la Sposa del Cantico dei Cantici continueremo a chiedere al Signore: “Mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce” (Ct 2,14), per gustare il nostro essere Chiesa Sposa amata e visitata dallo Sposo che dona la vita per noi.

Saremo guidati nella contemplazione da don Calogero Cerami, a partire dal dipinto Navis Ecclesiae custodito in quella Parrocchia.

Omelia del nostro Vescovo Vincenzo S. Messa del Crisma. Basilica Cattedrale, Giovedì Santo 2015.

crismale 2 mLa Messa Crismale che di consueto il Vescovo celebra il Giovedì Santo mattina nella Chiesa Cattedrale con il suo presbiterio e durante la quale vengono benedetti gli oli sacri e consacrato il sacro crisma, è considerata una delle principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio del Vescovo e della comunione dei presbiteri con lui.

Si percepisce il clima di una vera festa del sacerdozio ministeriale all’interno di tutto il popolo sacerdotale.

Fedeli laici e presbiteri in forza del sacerdozio comune ci stringiamo attorno a Cristo Sommo ed eterno sacerdote, l’unto per eccellenza.

Pellegrinaggio a Fatima e Santiago de Campostela

pro fatCarissimi,

è una gioia potervi rivolgere l’ invito al prossimo pellegrinaggio Fatima e Santiago de Campostela che si svolgerà dal 01 al 08 agosto 2015.

Il pellegrinaggio, nella sua essenza più profonda, è la metafora della nostra vita condensata in pochi giorni, un’esperienza di ricerca, un viaggio nel cuore dell’uomo alla ricerca del volto di Dio.Spesso nel pellegrinaggio accade che chi parte alla ricerca di se stesso finisce per incontrare Dio e chi parte per cercare Dio trova anche se stesso.

Il pellegrinaggio è un’esperienza di testa e cuore: è un’occasione per riscoprire i valori essenziali della vita, ci rieduca all’ ascolto, al dialogo, al rispetto del diverso, alla condivisione, all’ amore e alla pace.

Papa Francesco annuncia l’Anno Santo della Misericordia

Papa Francesco Anno misericordiaNel pomeriggio di oggi, durante l’omelia della celebrazione penitenziale, in occasione dell’apertura dell’iniziativa ” 24 ore per il Signore, Papa Francesco ha annunciato un Giubileo straordinario: l’Anno Santo della Misericordia 

Di seguito  il testo dell’omelia.

Anche quest’anno, alla vigilia della Quarta Domenica di Quaresima, ci siamo radunati per celebrare la liturgia penitenziale. Siamo uniti a tanti cristiani che, oggi, in ogni parte del mondo, hanno accolto l’invito a vivere questo momento come segno della bontà del Signore. Il Sacramento della Riconciliazione, infatti, permette di accostarci con fiducia al Padre per avere la certezza del suo perdono.

Il nostro Vescovo sulla chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale ” G. Giglio” di Cefalù

Pro HIl nostro Vescovo, Mons. Vincenzo Manzella ha ricevuto mercoledi mattina una delegazione del movimento civico promotore di una manifestazione di protesta a seguito della annunciata chiusura del Reparto Centro Nascite dell’ospedale “G. Giglio” di Cefalù.

Mons. Manzella ha condiviso ansie, preoccupazioni e disagi legate a questo ulteriore “taglio” sanitario che penalizza tutto il territorio madonita.

Determinazione nuove graduatorie per l’insegnamento della Religione Cattolica

Religiona graduatorie mComunicazione del Direttore dell’Ufficio  per l’insegnamento della Religione Cattolica.

Considerato che  con l’a.s. 2014-15  ha termine la validità triennale delle graduatorie  per l’IRC nelle Scuole pubbliche statali e paritarie del territorio diocesano di Cefalù;

Ritenuto necessario compilare nuove graduatorie per il triennio 2015-18 aggiornando il punteggio in quelle esistenti sulla base dei  titoli di servizio e di formazione conseguiti nell’ultimo triennio, nonché dare possibilità ai nuovi aspiranti supplenti di entrare nella graduatoria a loro riservata;

Ritiro di Quaresima – Finale di Pollina 22 Marzo 2015

quaresima ritiro la Quaresima è tempo di rinnovamento e di grazia, tempo favorevole per la conversione.

Papa Francesco nel messaggio inviato alla Chiesa intera esorta a “superare l’indifferenza e le pretese di onnipotenza”, per “avere un cuore misericordioso” ossiaun cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio.

Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli e alle sorelle. In fondo, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro”.

Per prepararci a vivere la Pasqua in novità di vita, invitiamo i giovanissimi, i giovani e le famiglie a partecipare numerosi al ritiro di Quaresima che terremo a Finale (Pollina) domenica 22 Marzo 2015.

Articoli in evidenza

Horloge pour site Orologi per blog

Salmodie

Click sull’icona per aprire o scaricare la musica della salmodia della S. Messa delle domeniche e festività

Programmazione pastorale

PROGRAMMAZIONE PER L’ANNO PASTORALE 2014-2015



( Cliccando sulle locandina è possibile aprire il calendario con i temi dei vari appuntamenti)



24 ore per il Signore

Catechesi e celebrazione del sacramento della penitenza

( click per aprire il programma)

Indicazioni pastorali 2014-15

In questo box l’Agenda Pastorale 2014-2015 della Diocesi di Cefalù e le Indicazioni Pastorali del nostro Vescovo Vincenzo

( Cliccando sulle locandine in scorrimento è possibile aprire o scaricare i relativi files)





Concerti nelle chiese

Reverendissimi Confratelli, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, come e noto, in data 5 novembre 1987 ha emanato un documento, "Concerti nelle Chiese", attraverso cui offriva a tutta la Chiesa alcune riflessioni circa la musica sacra, la musica religiosa, la consuetudine di ospitare concerti nei luoghi di culto, gli strumenti musicali... riflessioni corredate da una serie di disposizioni pratiche generali con l'invito alle singole Diocesi o Regioni Ecclesiastiche a calarle nel loro contesto con la redazione di un regolamento ad hoc.

Click sull'icona che segue per aprire o scaricare il regolamento in formato PDF

Posta elettronica

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Il tuo messaggio

In evidenza dai quotidiani




L'ostilità verso l'altro è la notte delle coscienze



L’8 luglio 2013 a Lampedusa papa Francesco chiedeva: “Chi è responsabile del sangue di questi fratelli e queste sorelle in umanità? Abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna… la cultura del benessere ci rende insensibili alle grida altrui!”.

Siamo diventati insensibili perché non vediamo l’essere umano che c’è dietro ogni vita spezzata, mentre bisognerebbe conoscere ciascuno di loro: il suo volto, le sue sofferenze, le angosce e le speranze, le persone che ama e che lasciato, quelle che porta nel cuore ovunque vada, quelle che lo custodiranno sempre nel ricordo. E invece no: solo numeri, che hanno peso solo se sono alti, sempre più alti, mentre va sempre più a fondo la dignità di chi non vuole vedere, di chi distoglie lo sguardo dagli occhi dei propri compagni di umanità. Bisognerebbe ascoltarli quando parlano di chi hanno lasciato, delle violenze patite, della solidarietà ma anche della diffidenza incontrata nel nostro paese, di cosa sperano di fare non “nella” vita ma “della” loro vita. Bisognerebbe poter chiamare ciascuno per nome, il suo nome, quello con cui lo ha sempre chiamato chi lo amava e lo ama, poter scrivere quel nome su una busta, una cartolina postale come facevano tanti italiani all’estero fino a pochi anni fa; bisognerebbe poter conoscere il nome e il volto che c’è oggi dietro un profilo virtuale. E invece no: tutti loro sono numeri che infastidiscono altri numeri, quelli delle statistiche del nostro benessere.

Sì, bisognerebbe davvero cambiare l’approccio al problema delle migrazioni e dei profughi, ma come farlo in un clima sociale e culturale che si è via via imbarbarito in questi ultimi venticinque anni? Abbiamo lasciato che il veleno dell’odio e dell’indifferenza verso l’altro inquinasse le falde dei nostri pozzi: uomini delle istituzioni che adottano il linguaggio delle bettole o delle promozioni televisive, personaggi pubblici che si vantano di “dire quello che pensano” senza minimamente pensare a quello che dicono e alle conseguenze che provocano, abitanti di terre e regioni che un tempo si vantavano di essere le più cattoliche svelano atteggiamenti di intolleranza antievangelica in misura più marcata di ogni altra zona. Anche nella chiesa italiana, che pur ha agito e agisce attraverso le sue istituzioni caritative con molta generosità e abnegazione verso i migranti, non manca chi dovrebbe interrogarsi sulle proprie responsabilità in questo processo di ammorbamento dell’aria nella convivenza civile: i tanti uomini e donne che in questi anni si sono fatti e continuano a farsi prossimo ai più deboli vengono dileggiati come “buonisti”, chi si impegna quotidianamente per la pace è additato come imbelle “pacifista”, chi denuncia i meccanismi perversi dell’idolo-mercato, fosse pure il papa, viene classificato come “comunista” o al massimo come “utopista”.

Vediamo espandersi come un contagio in tutta l’Europa questo clima di ostilità verso l’altro, soprattutto se povero, di gretto egoismo tribale, in un continente di cui solo pochi anni fa si decantavano le profonde radici cristiane e la cultura solidaristica dei ceti operai e dello “stato sociale”. Che amarezza constatare che tra la “nostra gente” molti – ormai dimentichi del loro passato di migranti, della loro antica miseria, della loro fuga verso terre dove c’era speranza di pane – hanno bevuto questo veleno della negazione dello straniero. È l’amarezza del cardinale Parolin che confessa: “Personalmente mi dispiace molto che ci sia questo atteggiamento di chiusura che può diventare addirittura di disprezzo e di intolleranza nei confronti degli altri. E che succeda nella regione in cui sono nato e con cui conservo un rapporto di amore, appesantisce ancor di più...”. Una regione, come altre in Nord Italia, un tempo definite “cattoliche”: ma “si può essere cattolici e dire di no all’accoglienza? La risposta ovvia è no! - ribadisce con forza il Segretario di stato – Non si può essere un buon cristiano se c’è una chiusura totale!”. E invece vediamo crescere l’odio razzista, anche grazie alla propaganda martellante di impresari della paura che accomunano innocenti e criminali con perfida menzogna, la menzogna che vede in ogni immigrato, in ogni povero, in ogni straniero un attentato alla nostra sicurezza o al nostro benessere.

Così anche il ripetere con papa Francesco che è in atto “la terza guerra mondiale” finisce addirittura per portare all’aberrazione di risposte armate a una tragedia umanitaria. Ma se una guerra mondiale è in atto, mondiali devono essere la solidarietà e gli sforzi per la pace, non le armi e i bombardamenti. Ipotizzare di distruggere o bombardare i barconi nei paesi di partenza è “un atto di guerra”, come ha affermato mons. Vegliò in una nota del Pontificio Consiglio per i Migranti; proclamarsi “pronti a combattere”, predisporsi a “passare all’azione” significa accettare la logica dell’intervento militare, della guerra: se non fossero parole pronunciate da chi non sa quello che dice, sarebbe un’autentica follia. Se non si vuole che i barconi affondino, è soluzione deleteria e ignobile colarli a picco in anticipo a colpi di bombe, magari ignorando se non sono già stati riempiti di scudi umani. Se si vuole che i disperati smettano di fuggire da zone di guerra, di violenza, di carestie è disumano lasciare che vengano sballottati e rivenduti più volte in una camera di tortura grande come un immenso deserto. Ma noi, con l’insana convinzione di poter creare barriere impenetrabili all’anelito di vita di intere popolazioni, cancelliamo ogni obbligo al rispetto dei diritti da riconoscere a ogni essere umano: così non si attivano corridoi umanitari ma si lascia che ogni pista nel deserto diventi terreno fertile per i trafficanti, i campi profughi si trasformino in bersagli indifesi o in incubatori di epidemie. Le parole di mons. Perego, direttore di Migrantes, ben esprimono il sentimento di molti di fronte a piani strategici che prevedono solo il respingimento di esseri umani come fossero rifiuti da tenere al largo della battigia: “Noi proviamo vergogna per una simile proposta!”.

In questa immane tragedia i cristiani di alcuni paesi – dal Medioriente alla Nigeria al Pakistan – sono tra i più esposti e indifesi, e rischiano di scomparire definitivamente da regioni che li hanno visti per secoli custodire la loro fede e convivere con i credenti dell’islam. Ma sbaglieremmo a pensare che si tratti di una guerra di religione da cui una parte uscirebbe vincitrice e l’altra sconfitta: è un problema di sconfitta dell’intera umanità, a cominciare da quella dignità insita in ogni essere umano, anche in quello che non voglio guardare e accogliere nel mio spazio vitale.

(Enzo Bianchi - La Stampa
26 Aprile 2015)

Cerca nella Bibbia

Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola: