Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare: quando è piena, la tirano a riva e separano i pesci buoni dai pesci cattivi «… in Cristo sono nascosti tutti i tesori della sapienza di Dio» [Liturgia del giorno: da Mt.13,44+ e Col 2,3i]

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In edicola " la necessità urgente di parlare"
Carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti


Il carteggio tra Divo Barsotti e Giuseppe Dossetti si snoda per oltre quarant’anni – dai primi anni ’50 a metà degli anni ’90 del Novecento – e testimonia l’evolversi del rapporto tra l’inquieto e profondo sacerdote pisano e uno dei protagonisti più originali della vita politica, istituzionale e religiosa del Novecento italiano. Dalle lettere emergono i problemi che attraversano le loro vite, la storia del paese e le vicende della Chiesa italiana: domande sull’autenticità e sulla fedeltà alle proprie scelte, sulle difficoltà di relazione con la Chiesa degli anni ’50, sui possibili modi di essere cristiani nel tempo e nella storia, sui profondi bisogni di rinnovamento e di riforma ecclesiale. Spesso il discorso si allarga alla ricca trama di contatti e avvenimenti in cui si inserisce il loro rapporto: la vita politica nazionale da cui Dossetti è uscito, lasciando una complessa e discussa eredità; la vivacissima Firenze degli anni ’50 e ’60, con Giorgio La Pira e molti altri; la vita locale, politica ed ecclesiale di Bologna. Anche i grandi fatti della storia internazionale sono presenti: la guerra del Vietnam, la tensione tra i due blocchi, occidentale e sovietico, le questioni mediorientali e il conflitto israelo-palestinese. Le lettere rappresentano così il racconto di due vite, attraverso cui rileggere alcune delle questioni cruciali della fede cristiana e della società italiana del secolo scorso. Questioni che, a ben vedere, giungono fino ai nostri giorni.

(Click sulla immagine che scorre per ingrandire la copertina)

Comunicato Stampa


I comunicati stampa precedenti si possono trovare nel sottomenu " Comunicati Stampa" del Menu "Vescovo"

Ritiri Mensili del Clero

Giov. 24 Ott. 2013 ore 9,30

Ven . 29 Nov. 2013 ore 9,30

Giov. 19 Dic. 2013 ore 9,30

Giov. 09 Gen.2014 ore 9,30

Giov. 13 Feb. 2014 ore 9,30

Giov. 13 Mar. 2014 ore 9,30

Giov. 10 Apr. 2014 ore 9,30

Giov. 08 Mag. 2014 ore 9,30



Nel consiglio presbiterale del 20 Settembre u.s. si è ravvisata l'opportunità di proseguire per i ritiri spirituali di questo anno pastorale con la riflessione sui documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, che sempre di più dobbiamo riscoprire per la nostra formazione permanente sul piano spirituale, teologico, pastorale.

L'appuntamento è nel nostro seminario vescovile con inizio alle ore 9,30.

Si raccomanda di fare in tempo utile la prenotazione per il pranzo che sarà alle ore 13(Tel.0921/926320)

Fraternamente

Il delegato ad omnia
Don Sebastiano Scelsi

“Poesie” in evidenza



Se tu volessi, Signore..

Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall' abisso.
Ma tu resti, invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena (e troppo) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.

(Renzo Barsacchi)
Marinaio di Dio cit., p. 32)

La chiesa nei primi secoli

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Recensione Film

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La donna che canta,
titolo originale Incendies (Fuochi), utilizza uno dei conflitti più longevi e drammatici della storia mondiale per raccontare una storia di amore e coraggio tutta al femminile. Nawal Marwal è una donna libica che non ha conosciuto la felicità, ma ha vissuto nella sofferenza ogni attimo di vita. L'amore, la maternità e l'affetto familiare sono stati per lei fonte di immenso dolore e le sono stati strappati con violenza dalle braccia, distruggendo ogni spiraglio di felicità. I suoi grandi occhi densi di rabbia e il suo sguardo inflessibile sono i veri narratori della storia, perché capaci di descrivere il vissuto di una donna tanto satura di emozioni da non riuscire più a provarne. Nawal non ha più nulla da perdere e il suo spirito trabocca vendetta. Il suo coraggio la spinge a compiere un gesto forte che la porterà a vivere in simultanea l'antitetico ruolo di eroina e di traditrice. La sua forza d'animo la esorta a non piegarsi davanti alla brutalità militare dei suoi custodi. La sua sofferenza si erge come una bandiera a rappresentare un popolo vittima della paura, incapace di reagire perché troppo legato alla tradizione. Il suo canto è un inno al coraggio

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Des Hommes et des Dieux ,
premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria,è un film dove emerge la pluralità, non si fa leva su un unico credo. Lo spettatore viene portato dentro gli animi di chi vive la propria religiosità senza confini, accogliendo e amando il prossimo, senza differenze. Xavier Beauvois porta sul grande schermo la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996; ancora oggi non è stata fatta completa luce sulla vicenda: all’inizio l’eccidio fu rivendicato dalla Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mirava a rovesciare il governo, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino, nel quadro di una strategia della tensione o di un “errore”.
Di fronte allo scorrere delle immagini, e della vicenda, ragioniamo su cosa significa credere in un Dio, su cosa significa essere religiosi, su cosa vuol dire mettere la propria vita al servizio del prossimo, mossi da una vocazione; vocazione che sembra vacillare di fronte alle crudeltà della vita, ma che allo stesso tempo riporta sui giusti binari, spinge al pensiero; è solo dopo matura riflessione che si decide di continuare a camminare verso un’unica direzione. Si decide di andare avanti, di incontrare l’altro, l’apparentemente diverso, e di morire. Ci troviamo di fronte a una visione critica della spiritualità. Perché si tratta più di spiritualità che di Dio nel nel film di Beauvois; spiritualità che porta a fare delle scelte solo apparentemente incoscienti, spiritualità che porta ad essere pluralisti. Spiritualità che porta anche a morire, a morire per incontrare l’altro, in un paradosso etico. Immensamente morale. Ma qui si parla non di finta moralità, bensì di qualcosa di ben più elevato: si parla di connubio, di unione, di andare con l’altro, anche se diverso, uguale e fratello, anche nella morte, anche se ci porta al martirio. A morire è l’umanità, e allora la morte assume un carattere sacro. Torna l’ultima cena (la scena dei monaci riuniti attorno al tavolo con la colonna sonora della Morte del Cigno, tratta da Il lago dei Cigni di Cajkovskij, è davvero toccante) e tutto si fa unico: i monaci, il monastero, il villaggio, i soldati. Tutto si unisce, in un finale tragico quanto straordinario.
( di seguito il PPT con le foto originale dei martiri )
Nelle diapositive Sono stati associati, ai “sette dormienti di Efeso”, martiri cristiani murati in una grotta e che sarebbero risuscitati circa due secoli dopo. Quello che è interessante è che sono venerati sia dai cristiani che dai musulmani (ne parla il Corano).

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Il rosso e il Blu
Il tirante che trascina il film nella sua (solo apparente) esilità, è la volontà di incontrarsi che a volte salva gli esseri umani dall’apatia. In questa lotta per la sopravvivenza (mentale, ma non solo) a volte si è nobili, a volte patetici, a vote ridicoli. E il film, questi registri, li padroneggia tutti

Corso Evangelizzazione e Annuncio

Pro corsoAi Rev.mi Parroci

Carissimo confratello,

abbiamo appena concluso un nuovo anno pastorale ricco di iniziative e di attività nelle nostre singole comunità parrocchiali.

            Tutto l’anno ci siamo lasciati guidare dalle indicazioni del nostro Vescovo “Risvegliare la passione educativa”, cercando di attuare quanto il nostro Pastore ci ha consegnato e suggerito.

            Ora gli uffici diocesani per  l’Annuncio e la Catechesi, per la Caritas, per la Liturgia, per la Musica Sacra e per le Comunicazioni sociali, vogliono continuare il cammino iniziato a settembre scorso, in vista del mandato che il Vescovo ha dato a tutti gli operatori pastorali delle nostre parrocchie.

Assemblea Diocesana a Castelbuono: intervento del nostro Vescovo.

manzellaContinua la sfida educativa iniziata con gli Orientamenti Pastorali che ci sono stati consegnati per il decennio 2010­ 2020.  

“Educare alla vita buona del Vangelo” resta l’obiettivo della Chiesa italiana che  continua a chiedersi come possa rispondere in maniera adeguata  all’emergenza educativa che ci interroga con sempre più insistenza.

Nell’ultima Assemblea Generale della CEI tenutasi a Roma dal 19 al 22 maggio scorso, si è delineato il tema che ci guiderà quest’anno con rinnovato slancio per riscoprire la forza missionaria del Vangelo all’interno di un mondo in profondo e rapido cambiamento.

Papa Francesco in Calabria – Considerazioni di Enzo Bianchi.

Papa Francesco Calabria( Da ” La Repubblica” del 08 Luglio 2014 )

Le parole hanno il peso che ciascuno è disposto a dare loro.

È questo il dato che accomuna i due eventi suscitati dalle parole di scomunica pronunciate da papa Francesco in Calabria contro i mafiosi.

Da un lato un gruppo di detenuti per reati di mafia sospende la propria partecipazione alla messa nella cappella del carcere, dall’altra una processione con la statua della Madonna si ferma per onorare un boss agli arresti domiciliari.

Pellegrinaggio a Noto del Movimento Pro Sanctitate

pro san mIl Movimento Pro Sanctitate celebra nella sua città natale il suo Fondatore, il  Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, Vescovo,  a cento anni dalla nascita avvenuta il 25 giugno 1914.

Si ritroveranno a Noto in  pellegrinaggio  il 21 e 22 giugno, membri del Movimento provenienti da varie zone dell’Italia, dal Belgio, dalla Lettonia, da Malta e dall’ Olanda, dall’ India  e dagli Stati Uniti.

La sera di sabato 21 giugno sulla scalinata della Cattedrale di Noto,  verrà celebrata la ricorrenza con uno spettacolo che ripercorre il messaggio del Movimento e del suo fondatore – la universale chiamata alla santità – in forme artistiche diverse:

Esercizi Spirituali

Carissimi ConfrEser Spiatelli,

E’ stato già comunicato che gli Esercizi spirituali avranno luogo nel Seminario estivo di S.Guglielmo nella prima settimana di luglio, e precisamente da lunedi 30 giugno a venerdi 4 luglio p.v.

Avremo come guida spirituale Don Cristiano Passoni, Direttore Spirituale del Seminario di Venegono (Milano), Docente di Teologia Spirituale.

Il nostro Papa Francesco a noi Ministri sacri, dediti al culto divino e al servizio pastorale nella Chiesa, raccomanda tanto la vicinanza con Dio nella preghiera e nell’ascolto della Parola e la vicinanza con il popolo.

Campo diocesano per giovani e giovanissimi.

Piedi per 2014 mCarissimi,   l’estate è ormai alle porte!   Il periodo estivo è per eccellenza il tempo del riposo, ma anche il tempo favorevole per incontrarsi e poter godere della bellezza e della ricchezza dell’ “altro”.

 Al termine dell’anno della testimonianza, riconosciamo che ogni incontro è momento privilegiato per la missione, ma anche occasione propizia per accrescere la nostra fede e per sperimentare la bellezza di “credere insieme”.

 Proprio per questo, anche quest’anno abbiamo pensato di riproporre l’esperienza del campo scuola diocesano.

 Chi negli anni ne ha fatto esperienza, sa che il campo è un’occasione di crescita personale e una volta concluso lo porta nel cuore come una memoria preziosa.

Pentecoste

pentecosteLì 24 maggio 2014

Alla diletta Comunità
Delle Chiesa che è in Cefalù

Carissimi, la pace e la gioia nello Spirito Santo ricolmi i vostri cuori.

Giungo a voi per annunciarvi che sabato, 7 giugno p.v. alle ore 18.30, la nostra amata Chiesa cefaludense è convocata per celebrare tutti insieme la Veglia di Pentecoste e fare memoriale del grande dono che Dio effonde su l’umanità intera.

Come gli anni passati, nel pomeriggio della vigilia di Pentecoste, nelle nostre parrocchie sospenderemo la celebrazione eucaristica vespertina, per convenire concordemente tutti nella nostra Cattedrale e invocare insieme l’effusione dello Spirito.

Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II – I santi non sono “impeccabili”, sono anche loro dei peccatori nei quali però l’amore e la misericordia di Dio hanno vinto.

www.chiesadicefalu.itNell’occasione della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II una riflessione di Enzo Bianchi pubblicata su ” Republicca” il 27/Marzo”

( Cliccando sulla foto accanto è possbile aprire il video della diretta TV )

Uomini e donne che sono stati riconosciuti fedeli al vangelo vengono canonizzati, proclamati santi dalla chiesa affinché siano di esempio per tutti: i cristiani hanno infatti la convinzione che tra di loro alcuni tentino di vivere con radicalità la fedeltà al vangelo e perciò meritano di essere autorevoli e affidabili. Quando questa conformità alla vita di Gesù si mostra evidente, allora coloro che ne sono stati testimoni attribuiscono la santità ai loro fratelli e sorelle.

Omelia di Papa Francesco alla Veglia di Pasqua

Veglia pasqua PFIl Vangelo della risurrezionPapa francescoe di Gesù Cristo incomincia con il cammino delle donne verso il sepolcro, all’alba del giorno dopo il sabato.

Esse vanno alla tomba, per onorare il corpo del Signore, ma la trovano aperta e vuota.

Un angelo potente dice loro:

«Voi non abbiate paura!» (Mt 28,5), e ordina di andare a portare la notizia ai discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea» (v. 7).

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Salmodie

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Animatori Vocazionali

“ VOCAZIONE E SANTITÀ”

2° Percorso Animatori Vocazionali
Palermo Oasi di Baida 28-30 Agosto 2014


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Indicazioni pastorali 2013

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Concerti nelle chiese

Reverendissimi Confratelli, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, come e noto, in data 5 novembre 1987 ha emanato un documento, "Concerti nelle Chiese", attraverso cui offriva a tutta la Chiesa alcune riflessioni circa la musica sacra, la musica religiosa, la consuetudine di ospitare concerti nei luoghi di culto, gli strumenti musicali... riflessioni corredate da una serie di disposizioni pratiche generali con l'invito alle singole Diocesi o Regioni Ecclesiastiche a calarle nel loro contesto con la redazione di un regolamento ad hoc.

Click sull'icona che segue per aprire o scaricare il regolamento in formato PDF

In evidenza dai quotidiani




La più bella storia mai raccontata

Perché da duemila anni cristiani e non cristiani sentono il bisogno di raccontare o di riascoltare la storia di Gesù di Nazaret? Perché questa singolarità di Gesù tra i grandi maestri iniziatori delle vie religiose? La risposta potrebbe essere semplice: la sua singolarità di uomo-Dio attira certamente i credenti che diventano suoi discepoli, e la sua umanità così autentica ed esemplare intriga anche uomini e donne che non sono attratti da vie religiose. Mi sento di poter dire che quanti sono impegnati a cercare Dio (quaerere Deum) e quanti cercano l’uomo (quaerere hominem) si sentono attirati da Gesù Cristo.

Gesù non ha scritto nulla, ma altri hanno scritto di lui, hanno tentato dei ritratti, lo hanno narrato, e così ne hanno tramandato la storia: una narrazione plurale, che ha colto aspetti e accenti diversi nelle sue parole, che ha dato diverse interpretazioni delle sue azioni.

Si pensi ai quattro vangeli, agli scritti del Nuovo Testamento, ma poi a tanti altri tentativi, non ritenuti autentici dalla chiesa ma che rappresentano comunque narrazioni “altre” di Gesù. Anche perché Gesù di fatto ha chiesto a chi voleva seguirlo di diventare lui stesso, con la propria vita, un suo narratore, capace di portare la buona notizia del Vangelo tra gli uomini: con la sua parola e la sua vita Gesù ha voluto narrare Dio agli uomini (exeghésato: Gv 1,18), e ogni suo discepolo cerca lui pure di narrare agli altri la vita di Gesù. Narrazioni senza fine!

Ma la figura di Gesù e i testi dei vangeli hanno sollecitato e sollecitano, ieri e oggi, letterati, artisti, registi anche dichiaratamente non cristiani. Perché? Se vi può essere un elemento di interesse a motivo di un mercato “religioso” che vende, vi sono però anche riletture e riscritture della figura di Gesù di alto spessore letterario e artistico (come dimenticare Il vangelo secondo Matteo di Pasolini?), che richiedono ben altra spiegazione.

Mi pare che spesso esse si insinuano nella distanza, a volte sentita come abissale, esistente tra il Gesù dei vangeli e la presentazione che per secoli ne è stata fatta in ambito ecclesiastico, per interessi dottrinali, teologici, morali, pedagogici. Spesso si coglie in queste riscritture una simpatia per Gesù e una denuncia dell’“addomesticamento” che di lui è stato fatto. Queste riletture non a caso oggi valorizzano la dimensione umana che per secoli a Gesù è stata negata a favore della sua qualità divina.

Si rilegge e si racconta di nuovo la vicenda di Gesù perché in essa si percepisce la presenza di un’umanità vera, profonda, semplice, praticabile: abbiamo bisogno di una nuova grammatica dell’umano, di riscoprire l’umano, di reimparare l’abc delle relazioni umane e delle pratiche di umanità. E la figura di Gesù, anche quando è rinarrata in maniera molto distante dal testo evangelico, appare come simbolo di umanità e di senso, appare indicatrice di una via che coglie l’essenziale dell’esistenza e aiuta a orientarsi nella vita.

In quest’opera di riattualizzazione della figura di Gesù viene paradossalmente e forse inconsapevolmente rimessa in valore l’originale dimensione della Bibbia, del Vangelo come specchio: specchio dell’umano che consente a chi vi si riflette di passare dal riflesso alla riflessione. In ogni secolo si è dipinto Gesù con i vestiti dell’epoca, attuando un’appropriazione del personaggio, una sorta di sua annessione alla contemporaneità.

È probabile che il recentissimo film Son of God presenti tratti molto discutibili sul piano storico o teologico; può darsi che in esso abbondino elementi banalizzanti; può darsi che l’industria editoriale e quella cinematografica vedano in Gesù un marchio che rende e poco più. Ma il fatto che si continui a ritornare a questa figura è indicativo di una sete che l’uomo, nonostante tutto, non riesce a placare ad altre fonti.

È il segno di un bisogno di verità, di umanità, di servizio agli altri, di amore, tratti che caratterizzano il fascino e la simpatia suscitati universalmente e trasversalmente, tra cristiani e non cristiani, dalla figura di papa Francesco. È anche vero che su Gesù si sono fatte e si fanno molte proiezioni, a seconda delle stagioni culturali, e così viene ideologizzato di volta in volta come un Gesù hippy, un Gesù rivoluzionario, un Gesù guru, e significativamente oggi addirittura come un Gesù culinarius, esperto di cucina. Ma questi sono dei Gesù manufatti per il nostro consumo, non è il Gesù dei vangeli!

Secondo i vangeli Gesù un giorno ha chiesto ai suoi discepoli: “Chi dite che io sia?”. A quella domanda gli uomini e le donne di oggi tentano e ritentano di rispondere con passione, mai con indifferenza. Oggi Dio interessa poco le nuove generazioni, la chiesa può anche sembrare un ostacolo alla fede: ma Gesù Cristo continua a intrigare e ad affascinare.

(Enzo Bianchi - La Republica
16 Marzo 2014)

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Papa Francesco



“ La voce del silenzio”
di Massimo Gramellini

È timido, è semplice, è piemontese, anche se parla come Maradona. Chissà se gli basterà essersi chiamato Francesco per seppellire la pompa della Chiesa e la società dei consumi, entrambe degenerate a livelli insostenibili. Di sicuro uno che al suo primo affaccio dal balcone si mette in ginocchio e riesce a fare tacere per quasi mezzo minuto la folla di Roma può essere capace di qualsiasi impresa. Mezzo minuto di silenzio, cioè di spiritualità, qualcosa di molto più ampio della religiosità.
Le parole trasmettono emozioni e pensieri. Il silenzio, sentimenti. Erano anni che lo aspettavamo. Anni orribili di applausi ai funerali e di minuti di silenzio inquinati da coretti da stadio non solo negli stadi. Questo terrore di entrare in contatto con se stessi, contrabbandato per empatia ed espansività. Questo bisogno di buttare sempre tutto fuori, per paura di sentire che cosa c’è dentro, fra la pancia e la testa. Il cuore.

Il gesuita Francesco ha mandato nel mondo il suono dimenticato del silenzio. Per trentadue secondi: in televisione un’eternità. Sarebbe bastato che dalla piazza partisse un «viva» o un «daje» per rovinare tutto. E invece una Roma improvvisamente e miracolosamente afona non gli ha sporcato il primo e fondamentale discorso a bocca chiusa. Ora il suo cammino può cominciare, nonostante le difficoltà del caso. Lui è abituato a girare in metropolitana, ma muoversi coi mezzi a Roma risulta piuttosto complicato. Le strade sono piene di buche, in Curia anche di burroni.

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